Gaslighter: a confronto, un narcisista è un principiante

"Ma no, tesoro, lo sai che non riuscirei mai a mentirti. Ti amo troppo per poterlo fare. La traccia di rossetto? Ma veramente non ti ricordi? Sei stata tu a lasciarmela l'altro giorno... dimentichi proprio tutto. Sento che c’è qualcosa che non va in te in questo momento, ma stai tranquilla, in realtà va tutto bene." Manipolatori tossici e impostori patentati, oh no! Sono stato/a vittima di un gaslighter.

Sommario : 

Una fitta tela di menzogne

"Fin dall'inizio della nostra relazione, la menzogna era ovunque. Un cameriere, ad esempio, non era stato gentilissimo nei nostri confronti e lui raccontava che ci aveva aggrediti verbalmente e che lui non si era lasciato intimidire rispondendogli a tono, mentre in realtà era rimasto in silenzio. Descriveva a meraviglia presunte notti di follia, quando avevamo solo bevuto un drink prima di tornare a casa a fine serata. L’abitudine di abbellire sempre le cose? Inizialmente, ho pensato che questa sua arte affabulatoria avesse qualcosa di affascinante. Io, che ero piuttosto discreta, gli invidiavo di essere in grado di sostenere una conversazione così a lungo, solo imbellendo un po' la realtà. Tuttavia, ho capito subito che non mancava un’occasione per mentire a chiunque avesse di fronte, me compresa. Mi diceva che andava a fare un giro nel suo negozio preferito e tornava a casa molto tardi, molto dopo la chiusura del negozio. Preoccupata, quando gli facevo delle domande sull’argomento, perdeva subito le staffe insinuando che non lo ascoltavo mai, che mi aveva detto che sarebbe passato da un amico all'inizio della serata ma che, come al mio solito, non ricordavo nulla. I dubbi mi assalivano: avevo sentito male? Avevo realmente dimenticato tutto? Stavo perdendo la testa? O forse ero solo troppo stanca? Mi sentivo sempre in colpa per aver esagerato e per non aver prestato attenzione e dato importanza a quello che mi diceva." In realtà, ero stata vittima di gaslighting.

Gaslighting: l'arte di manipolare la mente

"Manipolazione della mente": è così che potrebbe essere tradotto in italiano il termine inglese "gasligthing". Termine che, d’altro canto, non è poi così recente visto che risale agli anni '40. Per essere più precisi, è apparso per la prima volta in un film di George Cukor del 1944, Gaslight, conosciuto in Italia sotto il nome di Angoscia. Un thriller che inscena una strepitosa Ingrid Bergman manipolata dal marito e che pensa di impazzire. Oggi, il termine è spesso utilizzato per fare riferimento a Donald Trump e alle sue dichiarazioni mendaci. Il gaslighting, di solito, si insinua in una relazione a due: una coppia, una relazione genitore/figlio, sorella/fratello o ancora capo/dipendente. Il gaslighter (così viene chiamato il manipolatore) si spinge ben oltre l’operato di un semplice narcisista: infatti, oltre ad avere una personalità narcisistica patologica, il manipolatore seriale controlla i fatti e i gesti della sua vittima, come un burattinaio fa con le sue marionette, facendola dubitare di sé stessa. Un vero e proprio lavaggio del cervello che avanza a colpi di bugie, di omissioni e di negazioni volte a disorientare il bersaglio. Parte del gioco sono anche le critiche e le parole umilianti, così come le aggressioni nei confronti dei familiari. L’obiettivo è quello di minare la stabilità della sua vittima, attaccando le persone a cui tiene.

"Mi diceva spesso che mia madre era tossica per me, che cercava di tenermi sotto il suo controllo, che non mi voleva bene e che quindi non dovevo fidarmi così tanto di lei. Eppure, mia madre mi diceva sempre la verità, mi metteva in guardia, ma io lentamente prendevo le distanze, non essendo più veramente sicura di lei."

Lo scopo del gaslighter? Che la sua vittima sia costantemente in preda ai dubbi e non si fidi più di sé stessa. Che metta in discussione la sua salute mentale, la sua memoria, la sua percezione del reale, mentre lui dà sempre più prova del suo amore affinché la sua vittima le appartenga sempre più, fino alla distruzione di tutti i suoi punti di riferimento.

Gaslighter"A poco a poco ero sempre più sola, mi isolava dai miei cari, diventavo la sua cosa."

Una vittima come le altre

Nessuno è al sicuro! Tutti possono essere vittime di un gaslighter, ma quando cerchiamo di piacere e abbiamo una bassa autostima è più facile essere ingannati. Il gaslighter si insinua facilmente nella nostra mente perché siamo noi che lo lasciamo entrare e che cerchiamo il suo amore e la sua riconoscenza. Tuttavia, non significa che siamo più deboli o meno intelligenti solo perché siamo caduti nella tela di un manipolatore. Tutti noi possiamo conoscere dei momenti, più a rischio, in cui siamo più fragili, più suscettibili di essere incantati, sedotti e ingannati. Un periodo in cui questa persona ci fa sentire meglio e ci dà l’impressione di aver bisogno di lei per aumentare la fiducia in noi stessi.

"Avevo appena perso il lavoro quando ho incontrato quest'uomo. Avevo bisogno di un suo cenno di approvazione per continuare a credere di avere talento. Mi diceva spesso che ne avevo, ma che solo lui poteva capirmi. Che non era sicuro che le mie abilità corrispondessero alle esigenze di questa o quella azienda, ma che lui credesse in me. Alla fine, sentivo davvero che lui era l'unico a capirmi e credevo veramente che gli altri non vedessero in me il potenziale di cui disponevo. Non sono riuscita a trovare un lavoro finché non l'ho lasciato."

La redazione ti consiglia: Come destabilizzare e far innervosire un narcisista perverso?

Come venirne a capo

"Se in un primo momento il nostro gaslighter ci fa sentire bene, dopo un po' ci sentiamo piccolissimi, continuamente in preda al dubbio, ai confini della follia. A forza di mentire e di mettere sempre in dubbio la mia parola, ho iniziato a pensare di avere dei seri problemi di memoria e sono andata a consultare il mio medico generalista. Pensavo di aver bisogno di riposo o al massimo di una terapia naturale. Vedendo alcuni sintomi della depressione, mi ha consigliato una visita dallo psicologo. È lui che mi ha fatto capire la situazione."

A lungo andare, una relazione con un gaslighter può danneggiare l'autostima e la salute mentale. È importante riconoscere i segnali di questa violenza psicologica e venirne a capo e. Il dottor George Simon, psicologo e autore del best seller internazionale In Sheep’s Clothing: Understanding and Dealing with Manipulative People (Vestiti da agnelli: capire e trattare con persone manipolatrici) dice: "Il gaslighting è quando sai nelle tue viscere che hai capito una situazione, ma l'altra persona cerca di convincerti che hai capito tutto nel modo sbagliato. Se questo accade per un certo periodo di tempo, il senso della realtà si erode lentamente. C'è una scala di "gaslighting" che va dalla semplice menzogna e dall’esagerazione al controllo e alla dominazione dell’altro."

Quando arrivi a dubitare della tua memoria, della comprensione delle cose e della realtà, sentendoci come se fossimo dei bambini di fronte all'altra persona, bisogna porsi delle domande. In una relazione, non si può avere sempre torto o sempre ragione. Se sei la persona che ha sempre torto, è un indizio in più da non sottovalutare.


Il consiglio dell'esperto - nella mente di un gaslighter

Secondo la psicologa Sarah Chiche, "Alcuni 'gaslighter' provano piacere nel distruggere l'altro, nell’esercitare su di lui ogni forma di dominazione, nel fargli credere qualsiasi cosa, nel distruggere tutti i punti di riferimento dell'infanzia dell’altra persona". Tuttavia, è importante sapere che non si nasce perversi e manipolatori, ma lo si diventa. Il motivo? : "Spesso è dovuto al fatto che si è stati confrontati, dall'infanzia, al senso di vuoto o all'orrore. Questo non giustifica affatto i comportamenti perversi. Questo permette semplicemente di ricontestualizzarli e di capire ciò che precede la manipolazione, essendo a volte un evento successo decenni d’anni prima". E poi ci sono i narcisisti e coloro che soffrono di un disturbo antisociale di personalità che manipolano e sfruttano gli altri con il solo scopo di ferirli e di compiacersi attraverso l’ostentazione del proprio potere.


Articolo suggerito da
La Redazione Wengood

Gli articoli appena pubblicati

Il cervello rettiliano è responsabile dei nostri comportamenti primari?

“Avrei voglia di qualcosa di dolce, di zucchero… il cervello rettiliano mi sta mandan...

Leggi

Perché ci piace avere paura? È colpa degli ormoni!

Inventare storie di fantasmi, ascoltare orribili leggende, cercare di parlare con gli...

Leggi

Come evitare di trasformare la rabbia in violenza?

Il confine tra rabbia e violenza è sottile e a volte basta davvero poco perché la rab...

Leggi

La logoterapia: dare un senso alla propria vita

La fine di una storia d’amore, un lutto, un licenziamento… A volte la vita ci mette a...

Leggi

Quali sono le 6 emozioni primarie? Paura, gioia e…

Le emozioni, che universo misterioso! Insegniamo ai bambini a riconoscerle, agli adul...

Leggi

Mi annoio in ufficio… Soffro di sindrome da bore-out?

Più passano i giorni, più cerco di ammazzare il tempo al lavoro. Per alcuni potrebbe ...

Leggi

5 buone ragioni di ascoltare le proprie emozioni sul lavoro

Le emozioni non sono un freno al successo. Al contrario, possono essere un incredibil...

Leggi

I benefici della noia, o l’arte del dolce far niente

“L’ozio è il padre di tutti i vizi”, sei d’accordo? In ogni caso, il mondo corre a mi...

Leggi

La mitomania: mentire per valorizzarsi

Se pensi che Pinocchio gli fa un baffo, sei di fronte ad un mitomane! Non hai mai dub...

Leggi

Perché mentiamo? Siamo tutte un po’ bugiarde!

Parliamoci chiaro, siamo tutte un po’ bugiarde! Chi non hai mai mentito scagli la pri...

Leggi

Wengood è anche musica...

Gaslighting: l'arte ignobile di manipolare la mente


"Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso."


Confucio


Come superare un tradimento? 5 passi fondamentali!