Amicizie tossiche, come riconoscerle ed evitarle?

Aggiornato il da La Redazione Wengood

Se c’è qualcosa in cui sono davvero un disastro sono le amicizie. O meglio, la scelta di amici e amiche. Per chissà quale arcano motivo ho un talento naturale per avvicinarmi alle persone che non fanno assolutamente niente per me… se non rendermi infelice. Di conseguenza, purtroppo o per fortuna, ho sviluppato un talento molto particolare che potrebbe tornarti utile: riesco ormai a smascherare le amicizie tossiche e fare spazio alla serenità nella mia vita!

 
 Sommario

Come si definisce un’amicizia tossica?

Girarci intorno non serve a niente. Ho vissuto diverse relazioni tossiche che mi permettono oggi di farti un vero e proprio identikit di un’amicizia tossica: si tratta di una relazione squilibrata che nuoce alla nostra salute mentale. Se tantissime amicizie non sono reciproche, di certo non lo è un’amicizia tossica. In una relazione sana si dà, si riceve, ci si confronta, si condivide. Con un amico tossico non abbiamo niente. Sta lì solo per il proprio tornaconto, ad esempio:

  • 👉 Paura di stare solo/a
  • 👉 Bisogno narcisistico
  • 👉 Bisogni pratici (desiderio di incontrare i tuoi colleghi, di uscire con tuo fratello/sorella o di approfittare della tua gentilezza in materia di regali, attenzioni ecc)

Non avere paura, non sei un’amica tossica se una volta hai chiesto ad un’amica di trasmettere il tuo CV nella sua azienda 😉. In una relazione normale le persone hanno entrambe piacere e interesse nel coltivare il rapporto, in una relazione tossica si crea invece uno squilibrio in cui l’unica a soffrire sei tu. Quando uno dei due dà sempre più dell’altro... hai presente, no?

Un’amicizia squilibrata è sempre tossica?

La risposta è no. Ci sono diverse forme di amicizia squilibrate:

L’amico/a che parla solo di sé, riconduce tutto alla sua vita e si interessa poco o addirittura per nulla a te, alle tue difficoltà o vittorie (per non dire che è invidioso/a di queste ultime).

L’amico/a che ti vuole bene, ma un po’ troppo. Una persona che sa soddisfare i tuoi desideri prima ancora che li abbia espressi, che ti aiuta (sia che ne abbia bisogno o meno) e che pensa che tutti i favori che ti fa siano garanti della vostra amicizia.

L’amicizia a forma di triangolo di Karpam. Il triangolo di Karpam è un gioco psicologico nel quale ci sono tre ruoli: la vittima, il boia, il salvatore. Io, per esempio, mi trovo spesso di fronte a dei boia, persone che tendono a sminuire gli altri, che criticano senza sosta. Oppure, dall’altro lato, a delle vittime che mi contattano solo per lamentarsi della loro vita. Entro in un meccanismo che fa sì che diventi anche io di volta in volta salvatore, vittima e boia. Ho compassione, cerco di aiutare, di capire, poi mi lamento di dover subire questa situazione e alla fine mi innervosisco.

Queste forme di amicizia non ci aiutano in nessun modo, esistono principalmente per colmare un vuoto e sono fortemente squilibrate, anche se non necessariamente tossiche. Un’amicizia tossica è una relazione che fa male e che, poco a poco, distrugge.

>>> Questo articolo potrebbe esserti utile: Mi sento sola: 8 modi per colmare quel grande vuoto in me

Quali sono i segni di un’amicizia tossica?

1) Non sto bene, sono in ansia

Una relazione nella quale non ci si sente a proprio agio è necessariamente una relazione poco sana. Quando non muori dalla voglia di andare ad una serata in cui questa amica è presente. Quando un suo sms che dice “ti chiamo nel pomeriggio” ti mette il magone e ti fa restare in ansia. In questi casi puoi dirti con certezza che c’è qualcosa che non va.

2) Faccio finta di niente

Spesso quando una relazione ci mette a disagio la prima cosa che si fa è nascondere la testa sotto la sabbia. Se ci si sente intrappolati in una relazione tossica è senza dubbio perché siamo un po’ troppo gentili, ma soprattutto pieni di empatia e di compassione. Risultato? Troviamo sempre scuse agli altri, ragione per il quale ricadiamo sempre nella trappola dell’amicizia tossica.

3) Mi sento in colpa

Mi parlava sempre dei mille problemi da risolvere, ma nel momento di chiedere una mano d’aiuto concreta si rivolgeva sempre agli altri. Si tratta del tipico comportamento che ci porta a dubitare di noi stessi e farci sentire in colpa. Si ha spesso la sensazione di non essere all’altezza, di non fare abbastanza e la persona di fronte a noi si lamenta e ha sempre l’aria insoddisfatta.

4) Mi sento vuota

I nostri amici possono essere dei vampiri psichici e toglierci ogni forma di energia. Queste persone si nutrono delle nostre emozioni, del nostro benessere, della nostra linfa vitale e non danno mai niente in cambio, motivo per il quale la relazione ci lascia un senso di stanchezza costante.

Come riconoscere gli amici tossici?

L’avrai capito, un’amicizia tossica può farci sentire in colpa e ci si ritrova spesso a pensare di essere la causa di questa relazione malsana. Per aiutarti a riconoscere le amicizie tossiche abbiamo identificato 5 elementi che ti aiuteranno a vederci più chiaro:

1) Non ha mai torto

Non chiede mai scusa e trova sempre una giustificazione per qualsiasi comportamento, anche quelli più eccessivi, irrispettosi o cattivi.

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2) Critica tutto e tutti senza sosta

E in particolar modo le tue scelte!

3) È intrusivo

Aspetto che va di pari passo con una gelosia malata. Pretende una relazione esclusiva, l’ipotesi che veda altre persone non è per niente contemplata.

4) È un manipolatore

Gli amici tossici lo sono spesso. Sono sempre pronti a farci passare per i cattivi, a farci dubitare di noi stessi, a farci sentire in colpa ecc.

Ma perché attiro sempre amicizie tossiche?

Se ti chiedi perché i tuoi amici sembrino tutti tossici, mi dispiace dirtelo ma la ragione sta un po’ nel mezzo. Una persona tossica, che lo sia solo con te, che sia un vampiro psicologico o un perverso narcisista ha bisogno di una preda facile. Sei una preda facile se sai notare le tue mancanze e quelle degli altri e, per empatia, vuoi cercare di colmarle. Spesso queste stesse mancanze le hai anche tu, da cui il bisogno di “sistemare le cose”, o altre volte per puro desiderio di essere amati, riconosciuti e apprezzati.

Si ritrova spesso questo profilo tra le persone che hanno sofferto di bullismo a scuola, i cui genitori erano sempre insoddisfatti o con aspettative troppo alte.

Come rompere un’amicizia tossica e ritrovare la libertà?

Non appena percepiamo l’ansia, il disagio, il senso di colpa e la stanchezza dovremmo interrogarci sulla relazione che stiamo vivendo e capire se è meglio interrompere questa relazione tossica.

Andarsene o restare?

Per essere sincera al 100%, consiglierei di tagliare i ponti ma non credo che sia l’unica soluzione per gestire un’amicizia tossica. L’essenziale è rendersi conto che si sta vivendo un’amicizia tossica. Per esempio, attualmente, so che vivo (ancora una volta) questo tipo di relazione, ma non ho l’energia, la forza, il coraggio, il tempo o semplicemente la voglia di mettere un punto. Ora che ho capito che ciò che mi legava a questa persona non era sano, non sono più prigioniera di questa relazione e posso provare a riprendere il controllo, per esempio essendo meno gentile o dicendo più spesso no. Per giocare bisogna essere in due e io ho finalmente smesso, ergo l’altra persona ha molta meno presa su di me 😏.

Aggiungerei inoltre che per tenere duro, bisogna essere circondati da veri amici.  Mantenere una relazione tossica, anche essendone consapevole, richiede di essere circondati da persone che ci vogliono bene. A volte anche un lavoro psicologico è necessario. Penso che trattandosi di relazioni tossiche, che sia attualmente in corso o passate, questo lavoro sia in ogni caso necessario. Permette di identificare le nostre mancanze e di vivere meglio adattando il nostro comportamento. Un controllo psicologico permette di curare le ferite che possono causare le amicizie tossiche.

E poi rompere (delicatamente?)

Anche se ho avuto tante amicizie tossiche, non ce ne sono tantissime che ho tenuto in vita per pigrizia e mancanza di coraggio. Sono fiera di dire che sono stata capace di porre fine a questo tipo di amicizie nefaste. Come? Non di certo parlandone. Credimi, ci ho provato, non porta a nulla. Le persone tossiche sono incapaci di rimettersi in discussione. Per esempio, se facevo notare un’esagerata aggressività, venivo incolpata di essere troppo suscettibile. Un dialogo da sordi che si trasforma facilmente in un ricatto affettivo, agghindato da parole dolci e gentili. Ma ti assicuro che chiudere è un vero toccasana. Quindi, se hai davanti a te un’amicizia tossica, chiude la porta e… basta, è finita. Prendi poco a poco le distanze vedendola più di rado, evitando di rispondere ai messaggi e allontanandoti il più possibile. Senza bisogno di dare spiegazioni.

Se prendere le distanze non basta e si è costretti al confronto, non cercare scuse. Costi quel che costi, mantieni la calma ed evita di sbottare prendendo le distanze. Prepara ciò che hai da dire e basta. Non lasciarti coinvolgere dalle lamentele, le critiche, gli attacchi. Si tratta di una rottura, farà male, ma si sopravvive, parola di esperta!  😁


Il consiglio della redazione: prendere le distanze non è un gioco da ragazzi…

Un’amicizia tossica può essere davvero nefasta. Spesso non ci rendiamo conto della sua tossicità, ecco perché è fondamentale imparare a individuare i comportamenti tossici. È il primo passo, la consapevolezza, che ti permetterà di allontanarti poco a poco da questa persona. 

👉 A volte, l’altra persona, l’amico/a tossico/a ha una tale presa su di noi che è molto difficile prenderne le distanze. È quindi importante contattare uno psicologo, vi aiuterà a identificare gli aspetti nocivi di questa relazione e vi aiuterà a mettere in atto nuovi comportamenti per tirarvi fuori da questo gioco pericoloso.


🤗 Capirsi, accettarsi, essere felici... Qui e ora! 
#BornToBeMe



Fonte: https://www.repubblica.it/ - https://www.alfemminile.com/

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