Doppia personalità: cos'è il disturbo dissociativo dell'identità?

Conosci il disturbo dissociativo dell'identità? Bisogna fare attenzione, perché non si tratta di schizofrenia anche se spesso i due disturbi vengono confusi! Dunque, cos’è questo disturbo? Vediamolo!

 
 Sommario

Nonostante il racconto di Dr Jekyll e Mr Hide sia molto famoso, questo disturbo dissociativo dell'identità resta ancora sconosciuto per la maggior parte delle persone. Infatti, a circa il 25/50% delle persone che soffrono di questo disturbo viene diagnosticata la schizofrenia. Bisogna dire che i sintomi sono quasi identici, salvo il fatto che gli schizofrenici non hanno una doppia personalità.

Infine, se le allucinazioni sono presenti in entrambe le patologie, le persone che hanno il disturbo dissociativo dell'identità sentono delle voci che vengono dall’interno, mentre negli schizofrenici le voci vengono dall’esterno. Dunque, come si caratterizza questo tipo di disturbo?

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Doppia personalità: di cosa si tratta veramente?

Le persone che soffrono di disturbo dissociativo dell'identità (DDI) hanno un “me reale” a cui si aggiunge un “altro me”, che permette loro di resistere a una situazione drammatica, traumatica o ad un evento scioccante. Quando l’altra personalità prende il posto di quella reale, la persona mostra un’identità del tutto nuova. Spesso molto più estroversa, più forte e più sicura. Per esempio, una giovane donna può di punto in bianco diventare una bambina, esprimersi e comportarsi come tale, oppure come un uomo maturo, ecc.

Lo sdoppiamento della personalità è un disturbo che deriva da un trauma. Di solito si tratta di un trauma che viene dall’infanzia (abusi sessuali, violenze fisica, drammi ripetuti). Per affrontare questa situazione e dimenticare la loro sofferenza, queste persone (90% di donne) si distaccano da loro stessi, arrivando a crearsi una o più identità parallele. Anche i soldati che hanno vissuto degli eventi o visto scene insostenibili e traumatizzanti possono sviluppare questo disturbo, per sopravvivere a livello psicologico.

doppia personalità

Questo sdoppiamento di personalità diventa una patologia quando la dissociazione continua anche una volta che gli abusi sono finiti. La dissociazione patologica esiste in due forme, completa o parziale. In un caso le personalità agiscono in modo distinto, con identità discostaste, nell'altro caso ogni personalità ha consapevolezza delle altre.

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I sintomi del disturbo della personalità

I vuoti di memoria, sia riguardo al passato che al presente, sono uno dei sintomi più importanti e rappresentativi. Durante questi vuoti di memoria, la persona vive uno stato di dissociazione, e non è in contatto con i suoi pensieri. In una misura minore, viviamo tutti questo stato di tanto in tanto. Per esempio, mentre guidiamo facendo un tragitto abituale non abbiamo consapevolezza di ciò che facciamo prima di arrivare a destinazione.

Infine, questo disturbo di personalità è spesso associato ad altre patologie come disturbi dell’ansia, depressione, disturbi del sonno, abusi di sostanze psicoattive, alcool, tabacco o cannabis.

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Il consiglio della redazione - Un trattamento basato sull’accettazione

La doppia personalità si cura attraverso la psicoterapia, dalla durata spesso lunga. La chiave del successo risiede prima di tutto nell’accettazione. Il paziente deve manifestare per primo la volontà di iniziare la terapia, cosa che spesso non è facile a causa delle sue lotte interne. Una personalità potrebbe prendere il controllo sulle altre e rifiutare l’aiuto. Sfortunatamente, accade spesso che i pazienti abbandonino la terapia in corso d’opera.

Si può pensare di prendere in considerazione anche la terapia EMDR, che può aiutare a lavorare sulla memoria e quindi sul proprio passato traumatico.


Articolo suggerito da
Ginevra Bodano

Giovane donna sensibile ed empatica, cerco di conquistare il mondo armata del mio corpo minuto e del mio animo grande. L’unico modo che conosco per riuscire ad esprimere ciò che provo è la scrittura, insieme al canto, il disegno, la fotografia, la danza, il teatro… Beh, lo ammetto, non è l’unico, ma... Continua a leggere

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