Come aiutare un’amica ad uscire dall’anoressia? Cosa posso fare?

Aggiornato il da Giada Paoli

Giudizi della società, rapporto complicato con il proprio corpo, con il cibo o con l’esercizio fisico. L’anoressia è un disturbo alimentare dovuto a diversi fattori. Il fatto che una persona a me cara ne soffra provoca incomprensioni e frustrazione, ma la delicatezza di questa malattia mi obbliga a prendere certe precauzioni. Cercare di ascoltare senza giudicare, essere d’aiuto, passare del tempo insieme…Come aiutare un’amica anoressica?

Come aiutare un’amica ad uscire dall’anoressia? Cosa posso fare?
 
 Sommario

8 consigli per aiutare qualcuno a combattere l’anoressia

1) Non incolpare nessuno

Prima di tutto, tieni a mente che la tua amica si trova in una condizione psicologica fragile. Se potesse scegliere, eviterebbe sicuramente una tale sofferenza. Così come per la bulimia, bisogna incolpare la malattia, non la vittima. Non sentirti colpevole del suo stato e non chiederti se hai sbagliato qualcosa.

❤️ Instaurare una relazione sana senza rancore è il miglior modo di avanzare verso la guarigione.

2) Fai le domande giuste

Non pensare che se ha bisogno di te, te lo farà sapere. Sta a te tenderle la mano e proporle il tuo aiuto. I disturbi alimentari colpiscono ogni persona in modo diverso, quindi non esiste un modo univoco di aiutare. E soprattutto, non saprai di cosa ha bisogno se non glielo chiedi.

3) Ascolta senza giudicare

La comunicazione e l’ascolto attivo sono fondamentali. Prendi il tempo di parlarci – non sempre di cibo, ci arriveremo poi dopo – e di ascoltarla. Se la persona vuole condividere ciò che sente, ascoltala senza pregiudizi né commenti.

Un disturbo alimentare è una malattia mentale, la persona che ne soffre non può semplicemente “fare attenzione” o “sforzarsi” per curarsi. Al contrario, puoi supportarla dicendole per esempio che ci vuole una grande coraggio per affrontare quello che sta affrontando, che la capisci e che sei lì per aiutarla.

4) Incoraggiala a cercare l’aiuto di un professionista

La sua vita è in pericolo, quindi insisti e non prendere la cosa alla leggera. Dopo essermi informata, ho capito che l’anoressia non è una malattia fisica, ma mentale. Non puoi salvare la tua amica da sola, solo un professionista può farlo. E se lei ha paura o vergogna di chiedere aiuto da sola, puoi alleggerire il fardello. Puoi proporre una lista per aiutarla a scegliere una terapia che le corrisponda. E se siete molto unite, potresti anche informarti su eventuali rimborsi possibili per il percorso di terapia.

5) Non considerarla come una vittima

Il modo in cui le persone percepiscono se stesse quando hanno una bassa autostima nasce spesso dalla paura dello sguardo altrui. Non puoi controllare i suoi comportamenti.

L’importante è che si senta responsabilizzata, che senta di poter controllare la sua vita. All’interno di un gruppo, la persona malata non deve ricevere più attenzione degli altri. Bisogna mostrarle che occupa un posto importante, ma allo stesso modo degli altri.


Aiutare una bambina

In compenso la puoi aiutare con i bambini o facendole la spesa. L’obiettivo è farle guadagnare tempo perché possa concentrarsi un po’ su se stessa e vedere un terapeuta.


6) Evita l’argomento “cibo

Parlare è importante, ma l’argomento “cibo” è da bandire. Spostare l’attenzione sempre sul cibo, sul peso o sul fisico è assolutamente da evitare. Dovresti piuttosto incoraggiarla e aiutarla a trovare degli interessi positivi che non le facciano pensare alla malattia. Evita anche di commentare il fisico degli altri, tutti i commenti riguardanti il corpo potrebbero essere mal interpretati.

7) Uscite insieme

Passare del tempo insieme è un modo eccellente di mostrare il proprio sostegno. È bene assicurarsi ancora una volta di scegliere un’attività che non provoca stress legato al cibo: pomeriggio di shopping, relax per una manicure, passeggiata nella natura. Sono tutte ottime occasioni di evitare l’argomento tabù.

8) Sii paziente

Ancora una volta, evita i comportamenti bruschi. I disordini alimentari sono complessi e la cura non è mai facile. Nessuno deve aspettarsi la guarigione dall’oggi al domani, anche se la persona segue una terapia. Sta a te mostrarle che la supporti e che sarai presente fino alla fine.

“L’anoressia non è una malattia del corpo, ma della mente” Lynn Crilly


Il consiglio della redazione: convincere un malato a farsi aiutare, un’impresa difficile

Il problema è che la maggior parte del tempo, le persone anoressiche non si rendono conto di stare male. Secondo loro, il loro modo di gestire il problema è il migliore che ci sia. Pensano che i medici potrebbero distruggere il loro fragile equilibrio, che li facciano passare dall’anoressia alla bulimia, ovvero da più o meno magri (secondo la loro visione) a super grassi (sempre secondo la loro visione). Per motivare la persona che soffre di anoressia a iniziare una terapia, i parenti o il medico possono sottolineare gli effetti nefasti della malattia: problemi di salute, stanchezza, perdita di forza, difficoltà di concentrazione, perdita delle priorità (studi, amici…), assenza di vita sentimentale o sessuale.

Non esitare a rivolgerti a un professionista dell’anoressia.

🤗 Capirsi, accettarsi, essere felici... Qui e ora!

#BornToBeMe


Altri articoli che potrebbero interessarti:


Fonte: www.ipsico.it - salute.gov.it

Articolo suggerito da Giada Paoli

Il mio sogno è vivere sognando ad occhi aperti, amando infinitamente e sentirmi libera di essere ciò che desidero.

Gli articoli appena pubblicati

Il super-io, incontro con il nostro giudice interiore

Anche se non sei esperta di psicanalisi, se c’è un nome che tutti conoscono, è quello si Freud. Nel 1923, Freud pubblica L’Io e l’Es. Nella sua opera, definisce e sviluppa il concetto del super-io in parallelo all’Io e l’Es. Il super-io sarebbe la nostra coscienza morale. Approfondiamo l’argomento insieme.

Yoga e meditazione a servizio della depressione

Senza trattamento, più della metà delle persone che hanno subito un episodio depressivo, ne vivranno sicuramente un altro nel corso della loro vita. Ecco perché si tende subito a prescrivere antidepressivi. Ma cosa fare per i pazienti che non tollerano la terapia farmaceutica o che preferirebbero una soluzione più naturale? Lo yoga e la meditazione possono essere una soluzione.

Il complesso di superiorità o l’illusione della superiorità, cosa

Sembra che non le piaccia nessuno quanto le piace se stessa. Parla spesso di lei, e sempre con grandi complimenti, ti prende in giro, cerca di sovrastare gli altri, sembra disprezzare tutto e ha un forte problema di autostima. Benvenuta nel paradosso del complesso di superiorità, che nasconde nel 90% un complesso di inferiorità!

Lo scambismo, la pratica che infiamma…

Se ti dico “scambismo”, a cosa pensi? Incontri sordidi in discoteche in cui si accede solo se mascherati e in accappatoio? Nel mio caso la serie YOU mi ha permesso di vedere lo scambismo sotto un altro punto di vista (lato omicida a parte), e ne sono felice perché questa pratica coinvolge sempre di più le nuove generazioni, è molto più sexy di quanto pensassi e potrebbe anche aiutarti a riaccendere il desiderio! Pronta a scambiare?

Senso di ingiustizia, come nasce e come gestirlo?

La vita è ingiusta! Chi non ha mai avuto la sensazione di subire un’ingiustizia e non ha mai pensato che la vita sia difficile? Io sì! Mi piacerebbe che tutto andasse liscio come l’olio ma spesso rimango delusa. Diventa difficile gestire la frustrazione, la rabbia, l’impotenza e il senso di ingiustizia. Come superarli? Cosa significa avere sempre questo senso di ingiustizia e come sopportarlo?

Disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività, di cosa si tratta?

Difficoltà nel concentrarsi, di stare immobile o di controllare le proprie pulsioni. Ecco alcuni segni del disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività. Più comunemente noto come ADHD, se ne parla tanto per bambini e adolescenti, ma può toccare anche gli adulti. Le conseguenze di questo disturbo dell’attenzione si ritrovano nella vita quotidiana, sociale, familiare, scolastica o professionale. Ecco perché è importante sapere se ci tocca da vicino, a noi in prima persona o magari a nostro figlio.

Perché mi vedono come una bambina in famiglia? Sono stanca dell’infantilizzazione!

A breve faccio 32 anni ma in famiglia mi trattano tutti come una bambina. Mi infantilizzano criticando le mie scelte, dalle più importanti a quelle più futili… E come se non bastasse mi dicono cosa fare, senza che nessuno gli abbia chiesto niente. Mi considero ormai abbastanza grande per poter fare le mie scelte e comportarmi come meglio credo! Perché mi trattano così? Come uscire dal meccanismo di infantilizzazione dei genitori o, peggio, dei suoceri? Scopriamolo insieme.

Perché non riesco a fare un passo indietro?

Fare un passo indietro, relativizzare, lasciare la presa, tutte cose che ci farebbero bene ma che non sono sempre semplici. Il capo ti rimprovera, arrivi in ritardo all’asilo sotto lo sguardo rabbioso della direttrice, la casa è sommersa di cose da lavare ma il partner sembra non averci fatto caso. Basta, chiedo il divorzio! O forse… imparo a fare un passo indietro e farmi le domande giuste per prendere le decisioni giuste!

Sono triste, ed è una buona notizia! (Hai capito bene!)

“Sono triste”. È una frase che pronuncio a bassa voce, tutti i mesi. Suscettibilità, stanchezza, sensibilità o malinconia, in ogni caso è da un bel po’ che cerco di evitare questo senso di tristezza. Al contrario, la tristezza è un’ottima consigliera!

Dispnea: come affrontare l’affanno?

Ti è mai capitato di avere difficoltà a respirare? Affanno, respiro pesante, fiato corto, impossibilità di fare respiri profondi anche se non soffri d’asma o di altre patologie? Questi sono i tipici sintomi della dispnea, chiamata anche fame d’aria. Se si verificano dopo o durante uno sforzo fisico è del tutto normale, ma se succede senza alcun apparente pretesto, allora potrebbe nascondere una patologia più seria. Scopriamo cos’è la dispnea e come combatterla.

Wengood è anche musica...

Gaslighting: l'arte ignobile di manipolare la mente


"Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso."


Confucio


Come superare un tradimento? 5 passi fondamentali!