Non voglio lasciare mio figlio… e va bene così!

Aggiornato il da La Redazione Wengood

Nella vita ci sono tante cose che non mi piace fare… Tra queste c’è sicuramente lasciare mio figlio. Anche se devo ammettere che niente mi irrita quanto le persone che mi dicono che dovrei “tagliare il cordone”. Il punto è che purtroppo non amo metterlo in mani altrui ed è sempre molto difficile separarmene. Ma possiamo parlare di un vero e proprio problema?

 
 Sommario

Solo io so come occuparmi di lui

Riassunto della situazione: qualche mese dopo la nascita di mio figlio ho dovuto riprendere il lavoro e sono stata costretta a cercare qualcuno che si occupasse di lui. Aveva appena 6 mesi e non lo avevo mai lasciato. Nella mia testa, non riuscivo a scacciare l’immagine delle mie amiche che avevano aspettato quel momento con ansia mentre io tremavo di paura.

Impossibile lasciarlo con una persona sconosciuta, nessuno sembrava essere davvero all’altezza. Nessuno può occuparsi di mio figlio come faccio io. Riconosco di avere un problema con il controllo ma è anche una questione di sensi di colpa: lasciarlo vuol dire abbandonarlo.

Il mio ruolo? Proteggerlo!

Mi sono completamente calata nella parte di mamma chioccia. È il mio ruolo ma è anche un mio bisogno: ho bisogno di proteggere mio figlio e di conseguenza quando me ne separo, vengo assalita dall’ansia. Mi dicono troppo spesso che sono troppo incollata a lui. Capisco benissimo che l’equilibrio di alcuni necessiti un’immediata ripresa della vita sociale (che piace anche a me ovviamente) ma sono contentissima anche nel mio nuovo ruolo.

Non sono stupida, riuscire a lasciare il proprio figlio, riuscire ad affidarlo a qualcuno sono senza dubbio degli argomenti sensibili che vanno ben al di là del ruolo di madre. La separazione tra madre e figlio è una necessità, un timore legato al passato e un insegnamento per entrambi.

La separazione è necessaria?

Mi infastidisce parecchio ma quando dico di non avere l’impressione di sacrificarmi restando vicina a mio figlio mi rimproverano spesso che è un bene anche lui stare lontano dai genitori. Che essere incollati crea rapporti malsani o addirittura una relazione disfunzionale.

Per calmarmi penso allora alla biologia. La maternità o anche in senso più ampio la genitorialità ci avvicinano al mondo animale e credo che cercare di assicurare serenità e sicurezza ai nostri piccoli è prima di tutto un bisogno animale. Penso anche che non ci sia niente di disfunzionale nel volersi occupare dello sviluppo dei propri figli ed è quindi importante ascoltare noi stessi e soddisfare i nostri bisogni viscerali. Ascoltate più il vostro stomaco che le vostre amiche!

Allo stesso tempo, la separazione può avere dei benefici. Una volta superato lo scoglio dell’allontanamento, ho notato che mio figlio ha incredibili doti di adattamento. I bambini infatti sono molto più resilienti di noi, molto meno fragili… A quel punto, l’ho lasciato andare. Resterò sempre la sua mamma e tutto il nostro rapporto sarà ricco di separazioni. Il modo in cui saranno gestite e temute sarà la prova del legame che ci unisce: per potersi separare, bisogna essere molto uniti. Questa è quindi l’arte dell’essere mamma, dare e darsi fiducia per accogliere e lasciare andare.

“Ti voglio bene perché sei mio figlio, ma non sei di mia proprietà” estratto da Mon Amour, libro di Astrid Desbordes

Un passato che non passa

La difficoltà di separarci da un figlio potrebbe venire dalla nostra storia, dai nostri bisogni, valori, ferite e sicuramente dipende in parte dal rapporto che abbiamo con nostra madre. È lecito interrogarsi sul perché non riusciamo separarci da nostro figlio e farci aiutare da uno psicologo, se necessario. Ma soprattutto bisogna evitare di farne un dramma!

Sono profondamente convinta che separarsi dal proprio figlio è un passo che prende più o meno tempo. Non bisogna minimizzare la situazione e ciò che suscita dentro di noi. Evitiamo quindi di bruciare le tappe e procediamo a piccoli passi, così il cammino sarà ancora più bello e naturale!

Il consiglio della redazione: Una prima separazione molto dolorosa

Dopo mesi e mesi di simbiosi, la prima separazione potrebbe essere molto dolorosa. Eppure sapete benissimo che questa separazione è necessaria e permetterà a vostro figlio di crearsi una propria identità, d'integrarsi in un gruppo sociale (per esempio con gli altri bambini all’asilo) e di fargli capire che può fare le cose anche da solo. Fino a qui siamo d’accordo, ma scommetto che l’idea della separazione vi fa chiudere ancora lo stomaco ed è normale… Ognuno reagisce in modo diverso. Se l’idea della separazione vi angoscia profondamente, non abbiate timore di contattare uno psicologo per discuterne insieme.

🤗 Capirsi, accettarsi, essere felici... Qui e ora! 
#BornToBeMe

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