Che cos'è l'iperfagia? Quali sono le conseguenze? Come curarla?

Aggiornato il da Ginevra Bodano

Alcune persone non riescono a fare a meno dell'abbuffarsi. È un problema che riguarda molti ed è per questo che è importante capire di cosa si tratta e il modo in cui questa tendenza influenza il rapporto con il nostro corpo e con il cibo. L’iperfagia, cioè l’aumento dell’appetito che diventa quasi incontrollabile, è un disturbo facente parte del gruppo dei disturbi alimentari e può causare grandi sconvolgimenti, sia fisicamente che mentalmente. È importante capire questo disturbo per potersene liberare una volta per tutte. Cerchiamo di chiarirci le idee a riguardo.

Che cos'è l'iperfagia? Quali sono le conseguenze? Come curarla?

Che cos’è l’iperfagia compulsiva?

L’iperfagia fa parte della famiglia dei disturbi alimentari: è simile alla bulimia ma non prevede che, alla fine del pasto, venga indotto il vomito. A volte viene chiamata iperfagia bulimica. È caratterizzata da una grande assunzione di cibo senza però sentirne il bisogno fisiologico: dunque, il corpo non richiede un assunzione così elevata di cibo.

In breve, si tratta una perdita di controllo impossibile da gestire. Le persone che soffrono di iperfagia non attuano comportamenti compensatori per evitare di ingrassarea differenza della bulimia che invece implica anche pratiche come indurre il vomito, prendere dei lassativi, fare esercizio fisico, ecc.

Obesità e iperfagia

L'obesità è una patologia cronica di eziologia multifattoriale. Pertanto, questo tipo di abbuffate possono essere la causa del sovrappeso o addirittura dell'obesità. La relazione tra i due è già stata chiaramente dimostrata, dato che non c'è un comportamento compensatorio, come detto in precedenza.

⚠️ Le persone che sono in sovrappeso o obese non dovrebbero sentirsi in colpa per queste compulsioni alimentari in alcun modo, perché il senso di colpa non fa che peggiorare la situazione. L’iperfagia è il disturbo alimentare più incompreso, pur essendo molto comune.

Come si arriva a soffrire di iperfagia?

Poiché l'eccessivo appetito non proviene da un bisogno fisiologico, questo vuol dire che ha un'altra origine. Si tratta infatti di un bisogno emotivo, tanto valido quanto uno di natura fisiologica. Questo bisogno emotivo è legittimo perché risponde a un disturbo psicologico e psichico.

Il problema è che alcune persone, e anche alcuni medici, attribuiscono i disturbi alimentari alla mancanza di forza di volontà. Il più delle volte, le persone malate hanno molta forza di volontà e hanno già fatto molte diete. Si impongono molte privazioni, stanno attenti, perdono peso, ma questo peggiora il loro bisogno di abbuffarsi e la loro fame emotiva. La conseguenza? Riacquisto di peso, che non fa che aumentare dato che il problema alla base non è stato trattato. Non dobbiamo trattare la conseguenza, cioè il sovrappeso, ma piuttosto la causa, ovvero i disturbi psicologici.

Vergogna, disgusto, colpa, frustrazione, sono il pane quotidiano degli iperfagici. Queste emozioni, insieme alle preoccupazioni legate al cibo, sono onnipresenti.

Potrebbe interessarti - Vuoi diventare vegetariano? 5 consigli da tenere a mente

Come sapere se si soffre di iperfagia?

Gli specialisti usano alcuni criteri per identificare questo disturbo. Ovviamente la diagnosi, per essere ufficiale, deve essere fatta da un medico, ma spesso può aiutare anche fare un po' di introspezione prima di consultare uno specialista. Soprattutto perché l’iperfagia è stata riconosciuta solo nel 2013 come un disturbo alimentare e come una delle cause del sovrappeso. Quindi bisogna essere ben informati per poi recarsi dal medico più adatto.

I sintomi dell’iperfagia

  • mangiare una grande quantità di cibo;
  • sensazione di perdita di controllo;
  • mangiare fino a sentirsi pieni in modo disturbante;
  • mangiare rapidamente;
  • mangiare senza sentire la fame;
  • mangiare da soli a causa dell’imbarazzo percepito;
  • nessun comportamento compensatorio (vomito, sport, ecc.);
  • emozioni negative: disgusto, depressione, senso di colpa, ecc

Le cause dell’iperfagia

Come l'obesità, le cause dell’iperfagia sono multifattoriali. Il dottor Patrick Ritz spiega che le cause sono difficili da identificare. In effetti la lista è lunga, e le cause dell'iperfagia possono essere numerose:

  • stress, specialmente se percepito a partire dall'infanzia;
  • shock traumatico (discriminazione, aggressione fisica o sessuale, molestie, ecc;)
  • sentire più facilmente le emozioni negative;
  • ipersensibilità;
  • insoddisfazione del proprio corpo;
  • restrizioni alimentari o diete;
  • disturbi psichiatrici (depressione, ansia, ADHD, personalità, ecc.)
  • uso di sostanze (tabacco, droghe, alcol, ecc.)

Come guarire dall’iperfagia?

Poiché questo disturbo non è ancora molto conosciuto, è necessario rivolgersi alle persone giuste, ancor più se consideriamo che sono necessarie cure mediche e psicologiche adeguate per sconfiggere questa malattia.

È quindi importante essere seguiti da uno psicologico con una terapia cognitivo-comportamentale (TCC). Questa ci permette di lavorare sui nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti derivanti dall’iperfagia. Inoltre, può essere necessario consultare uno psichiatra per determinare se c'è un disturbo depressivo, d'ansia o di altro tipo. Infatti, a differenza dello psicologo, questo medico può prescrivere farmaci per alleviare il disturbo psicologico che provoca il bisogno di mangiare.

Anche essere seguiti da un dietologo e/o nutrizionista è molto importante. Un nutrizionista che raccomanda l'alimentazione intuitiva potrebbe essere la persona ideale per combattere questo genere di disturbo. Sicuramente è meglio evitare le diete restrittive, perché queste possono solo peggiorare la situazione.

🌿 È necessario ricevere le cure adatte, che devono essere multidisciplinari e supervisionate da professionisti consapevoli e preparati.


Il consiglio della redazione: scegliete i migliori professionisti

Se pensi di soffrire di questo disturbo, non esitare a prendere un appuntamento con uno psicologo; è essenziale circondarsi dei professionisti giusti.


🤗 Capirsi, accettarsi, essere felici... Qui e ora! 
#BornToBeMe

Contatta uno psicologo

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Fonte: mypersonaltrainer

Articolo suggerito da Ginevra Bodano

Giovane donna sensibile ed empatica, cerco di conquistare il mondo armata del mio corpo minuto e del mio animo grande. L’unico modo che conosco per riuscire ad esprimere ciò che provo è la scrittura, insieme al canto, il disegno, la fotografia, la danza, il teatro… Beh, lo ammetto, non è l’unico, ma...

Gli articoli appena pubblicati

Amnesia traumatica: cos'è? Ha effetti su di me?

Hai mai avuto la sensazione di aver dimenticato parte della tua vita? Forse hai regolarmente dei vuoti di memoria? Se è così, potresti essere affetto da amnesia traumatica. L'amnesia traumatica è un vero e proprio meccanismo di protezione psicologica che intrappola le vittime in una sofferenza diffusa. Identificare i sintomi è fondamentale per prendere coscienza del problema e cercare aiuto. Ecco come fare.

Non riesco a meditare, come fare?

Niente da fare, per alcuni è impossibile meditare! I pensieri partono in quarta e concentrarsi diventa la cosa più difficile del mondo. A questo punto, meditare genera solo nervosismo e sembra quasi essere una perdita di tempo. Tuttavia, quando si prova a meditare è proprio perché si desidera imparare a mollare la presa e rilassarsi. La meditazione ha tantissimi benefici sia per il corpo che per la mente,quindi, come fare quando non si riesce a meditare? Ecco alcune soluzioni per riuscire in questa pratica dagli effetti estremamente positivi.

Solitudine positiva: perché ci piace stare da soli?

Alcuni la evitano come la peste, ma altri la amano tantissimo, perché non sentono di essere da soli ma piuttosto in compagnia di loro stessi, e questo non li spaventa. I momenti in solitudine sono un’ottima opportunità per prenderci cura di noi stessi, per fare ciò che vogliamo quando vogliamo. Per quanto i nostri cari possano essere i migliori del mondo, è bene godere dei momenti in cui ci si ritrova da soli con se stessi.

Emetofobia: quando la paura di vomitare nasconde altri problemi...

Di paure strane ne ho accumulate tante nel corso degli anni però la paura di vomitare vince a mani basse. Si chiama emetofobia e mi ha letteralmente traumatizzato. Spesso presa sotto gamba o addirittura ridicolizzata, la paura di vomitare è in realtà una delle fobie più diffuse al mondo! Non è una paura strana o solo passeggera. In realtà, nasconde qualcosa di più profondo. Scopriamolo insieme.

Fame emotiva: perché mangio per far fronte alle mie emozioni?

C’è un problema? E io mangio! L’ho sempre fatto, mangiare quando sentivo un’emozione troppo forte. È vero che, personalmente, soffro di disturbi alimentari, e ho quindi l’impressione di gestire i miei problemi attraverso il cibo. Ultimamente, sono stata seguita da uno psicologo nutrizionista, che mi ha fatto capire il perché di questo tipo di comportamento alimentare. Questa infatti si chiama fame emotiva o fame nervosa. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Cos'è la dissonanza cognitiva?

“Non c’è peggior sordo di colui che non vuol sentire”… ed è anche peggio quando si tratta di se stessi! Purtroppo conosco bene l’argomento poiché mi capita di avere un determinato pensiero e di agire poi facendo il suo esatto contrario. Questa è la caratteristica principale della dissonanza cognitiva, ma perché non ce ne rendiamo conto? Come funziona questa dissonanza? Come sbarazzarsene? Sono tutte domande lecite!

Come smettere di mangiarsi le unghie? La lotta contro l’onicofagia

È da anni che mi mangio le unghie. Non saprei dire esattamente quando ho cominciato, ma mi sembra di farlo da sempre. In classe perché mi annoiavo, durante un esame perché ero stressata, in ufficio perché mi aiuta a concentrarmi. Sono un’adulta, e quest'abitudine (della quale pensavo mi sarei liberata dopo l’adolescenza) continua a perseguitarmi. Ma è davvero una semplice abitudine? O piuttosto un disturbo ossessivo compulsivo, una dipendenza…

Paura del silenzio: perché ci rende così ansiosi?

Ah, il silenzio... Che sia durante una conversazione o a casa, devo ammettere che non mi piace molto. Nella prima situazione mi sento estremamente in imbarazzo e nella seconda il silenzio diventa "assordante" e provoca ansia. Da dove nasce questa situazione? Perché dovrei accettare un po' di più il silenzio? E come possiamo farlo? Nella nostra società rumorosa, è giunto il momento di riconnetterci con il silenzio, di abbracciarlo e di smettere di avere paura.

Perché non riesco a scusarmi?

"Mi dispiace", "Scusami", sono frasi che, nonostante gli sforzi, non escono mai dalla tua bocca. Anche quando le scuse potrebbero risolvere tutti i problemi, non riesci proprio a farcela. Ma perché è così complicato? Come superare questo blocco? Vediamolo!

Non ho amici: come fare se non si hanno amici?

Non che passi tutto il giorno da solo/a, nel mio angolo, senza dire una parola. Ho quelle due o tre persone da chiamare se voglio uscire a bere qualcosa, ma non ho amici. Nessuna "seconda famiglia", come si suol dire. Si tratta di una scelta volontaria? È solo a causa del mio brutto carattere che respingo tutti quelli che mi si avvicinano? Oppure è semplicemente la vita, che ci allontana da alcune persone quando cresciamo? Non ho amici, è davvero così grave?

Wengood è anche musica...

Rilassati e ritrova la serenità 😌

Wengood Italia

  1. BerlinRY X
    2:54
  2. 13th of JanuaryPatricia Lalor
    3:00
  3. ExperienceLudovico Einaudi
    5:15
  4. Nuvole BiancheLudovico Einaudi
    5:57
  5. Una MattinaLudovico Einaudi
    3:23
  6. I GiorniLudovico Einaudi
    6:50
  7. PrimaveraLudovico Einaudi
    7:22
  8. Alone Again (Naturally)Gilbert O'Sullivan
    3:36
  9. Skinny LoveBon Iver
    3:58
  10. FlumeBon Iver
    3:39
  11. re:stacksBon Iver
    6:41
  12. Hey, MaBon Iver
    3:36
  13. Back To LifeGiovanni Allevi
    4:38
  14. Secret LoveGiovanni Allevi
    4:32
  15. Come sei veramenteGiovanni Allevi
    6:04
  16. FlowersGiovanni Allevi
    2:59

Gaslighting: l'arte ignobile di manipolare la mente

Gaslighting: l'arte ignobile di manipolare la mente

"Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso."


Confucio


Come superare un tradimento? 5 passi fondamentali!

Come superare un tradimento? 5 passi fondamentali!