Iperfagia: comprenderla per liberarsene

Alcune persone non riescono a fare a meno dell'abbuffarsi. È un problema che riguarda molti ed è per questo che è importante capire di cosa si tratta e il modo in cui questa tendenza influenza il rapporto con il nostro corpo e con il cibo. L’iperfagia, cioè l’aumento dell’appetito che diventa quasi incontrollabile, è un disturbo facente parte del gruppo dei disturbi alimentari e può causare grandi sconvolgimenti, sia fisicamente che mentalmente. È importante capire questo disturbo per potersene liberare una volta per tutte. Cerchiamo di chiarirci le idee a riguardo.

 
 Sommario

Che cos’è l’iperfagia compulsiva?

L’iperfagia fa parte della famiglia dei disturbi alimentari: è simile alla bulimia ma non prevede che, alla fine del pasto, venga indotto il vomito. A volte viene chiamata iperfagia bulimica. È caratterizzata da una grande assunzione di cibo senza però sentirne il bisogno fisiologico: dunque, il corpo non richiede un assunzione così elevata di cibo.

In breve, si tratta una perdita di controllo impossibile da gestire. Le persone che soffrono di iperfagia non attuano comportamenti compensatori per evitare di ingrassare, a differenza della bulimia che invece implica anche pratiche come indurre il vomito, prendere dei lassativi, fare esercizio fisico, ecc.

Obesità e iperfagia

L'obesità è una patologia cronica di eziologia multifattoriale. Pertanto, questo tipo di abbuffate possono essere la causa del sovrappeso o addirittura dell'obesità. La relazione tra i due è già stata chiaramente dimostrata, dato che non c'è un comportamento compensatorio, come detto in precedenza.

⚠️ Le persone che sono in sovrappeso o obese non dovrebbero sentirsi in colpa per queste compulsioni alimentari in alcun modo, perché il senso di colpa non fa che peggiorare la situazione. L’iperfagia è il disturbo alimentare più incompreso, pur essendo molto comune.

Come si arriva a soffrire di iperfagia?

Poiché l'eccessivo appetito non proviene da un bisogno fisiologico, questo vuol dire che ha un'altra origine. Si tratta infatti di un bisogno emotivo, tanto valido quanto uno di natura fisiologica. Questo bisogno emotivo è legittimo perché risponde a un disturbo psicologico e psichico.

Il problema è che alcune persone, e anche alcuni medici, attribuiscono i disturbi alimentari alla mancanza di forza di volontà. Il più delle volte, le persone malate hanno molta forza di volontà e hanno già fatto molte diete. Si impongono molte privazioni, stanno attenti, perdono peso, ma questo peggiora il loro bisogno di abbuffarsi e la loro fame emotiva. La conseguenza? Riacquisto di peso, che non fa che aumentare dato che il problema alla base non è stato trattato. Non dobbiamo trattare la conseguenza, cioè il sovrappeso, ma piuttosto la causa, ovvero i disturbi psicologici.

Vergogna, disgusto, colpa, frustrazione, sono il pane quotidiano degli iperfagici. Queste emozioni, insieme alle preoccupazioni legate al cibo, sono onnipresenti.

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Come sapere se si soffre di iperfagia?

Gli specialisti usano alcuni criteri per identificare questo disturbo. Ovviamente la diagnosi, per essere ufficiale, deve essere fatta da un medico, ma spesso può aiutare anche fare un po' di introspezione prima di consultare uno specialista. Soprattutto perché l’iperfagia è stata riconosciuta solo nel 2013 come un disturbo alimentare e come una delle cause del sovrappeso. Quindi bisogna essere ben informati per poi recarsi dal medico più adatto.

I sintomi dell’iperfagia

  • mangiare una grande quantità di cibo;
  • sensazione di perdita di controllo;
  • mangiare fino a sentirsi pieni in modo disturbante;
  • mangiare rapidamente;
  • mangiare senza sentire la fame;
  • mangiare da soli a causa dell’imbarazzo percepito;
  • nessun comportamento compensatorio (vomito, sport, ecc.);
  • emozioni negative: disgusto, depressione, senso di colpa, ecc

Le cause dell’iperfagia

Come l'obesità, le cause dell’iperfagia sono multifattoriali. Il dottor Patrick Ritz spiega che le cause sono difficili da identificare. In effetti la lista è lunga, e le cause dell'iperfagia possono essere numerose:

  • stress, specialmente se percepito a partire dall'infanzia;
  • shock traumatico (discriminazione, aggressione fisica o sessuale, molestie, ecc;)
  • sentire più facilmente le emozioni negative;
  • ipersensibilità;
  • insoddisfazione del proprio corpo;
  • restrizioni alimentari o diete;
  • disturbi psichiatrici (depressione, ansia, ADHD, personalità, ecc.)
  • uso di sostanze (tabacco, droghe, alcol, ecc.)

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Come guarire dall’iperfagia?

Poiché questo disturbo non è ancora molto conosciuto, è necessario rivolgersi alle persone giuste, ancor più se consideriamo che sono necessarie cure mediche e psicologiche adeguate per sconfiggere questa malattia.

È quindi importante essere seguiti da uno psicologico con una terapia cognitivo-comportamentale (TCC). Questa ci permette di lavorare sui nostri pensieri, le nostre emozioni e i nostri comportamenti derivanti dall’iperfagia. Inoltre, può essere necessario consultare uno psichiatra per determinare se c'è un disturbo depressivo, d'ansia o di altro tipo. Infatti, a differenza dello psicologo, questo medico può prescrivere farmaci per alleviare il disturbo psicologico che provoca il bisogno di mangiare.

Anche essere seguiti da un dietologo e/o nutrizionista è molto importante. Un nutrizionista che raccomanda l'alimentazione intuitiva potrebbe essere la persona ideale per combattere questo genere di disturbo. Sicuramente è meglio evitare le diete restrittive, perché queste possono solo peggiorare la situazione.

🌿 È necessario ricevere le cure adatte, che devono essere multidisciplinari e supervisionate da professionisti consapevoli e preparati.


Il consiglio della redazione – Scegliete i migliori professionisti

Se pensi di soffrire di questo disturbo, non esitare a prendere un appuntamento con uno psicologo; è essenziale circondarsi dei professionisti giusti.

Articolo suggerito da
Ginevra Bodano

Giovane donna sensibile ed empatica, cerco di conquistare il mondo armata del mio corpo minuto e del mio animo grande. L’unico modo che conosco per riuscire ad esprimere ciò che provo è la scrittura, insieme al canto, il disegno, la fotografia, la danza, il teatro… Beh, lo ammetto, non è l’unico, ma... Continua a leggere

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