Voglio divorziare: come dirglielo senza farne un dramma?

Aggiornato il da Ginevra Bodano

L’ennesimo tentativo per riprovarci non è servito, ancora una volta, a nulla. Ormai il divorzio è l’unica possibilità, ma "tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare" e mettere fine al mio matrimonio mi sembrava davvero complicato. L’annuncio di questa separazione mi farà sembrare un mostro? Come dire al mio consorte che voglio il divorzio? Dopo ore di riflessione, mi sono buttata, ed ecco com’è andata…

 
 Sommario


«Da qualche mese ormai, le conversazioni con mio marito includono esclusivamente grida e insulti. E i vicini non sono gli unici a non poterne più…”

Sì, ti sentirai in colpa. Sì, sarà doloroso. Lo scopo, quindi, è quello di fare meno danno possibile.

Se le cose andassero bene probabilmente non leggeresti questo articolo. Il tuo futuro ex marito ha già ricevuto qualche ammonimento, non è un’idea che ti è venuta su due piedi stamattina mentre sorseggiavi il caffè. "Uomo avvisato mezzo salvato", quindi smettila di sentirti in colpa e buttati!

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«Voglio il divorzio»: il momento ideale e le regole del buonsenso

Una cosa è certa, e cioè che non si parla di divorzio così come si parla del tempo. Per evitare di causare uno choc improvviso, meglio cercare nel calendario il momento ideale. Ideale, mi raccomando! Non pensare però che esista il momento “perfetto”, perché non esiste momento perfetto per una cosa del genere!

Quindi, togli dal calendario tutti i compleanni o gli anniversari. La mattina appena svegli non è detto che l’informazione venga completamente recepita, quindi meglio di no. Nemmeno il giorno della riunione importante al lavoro, non sarebbe carino. I luoghi pubblici? Assolutamente no. Se dovesse reagire bruscamente, una scenata metterebbe tutti a disagio.

L’ideale sarebbe trovare un luogo e un momento neutro, che non si possa associare a San Valentino o a qualche festa nazionale, in modo da non creare una sorta di “anniversario del divorzio”; (può sembrare ironico, ma alcune persone davvero non hanno un minimo di tatto!). Secondo i miei personali calcoli, il momento migliore sarebbe la sera, tra le 18.30 e le 22 (a meno che lui non lavori di notte).

separazione

Se il consorte in questione è una persona ipersensibile, è meglio cercare di fargli capire la situazione già da qualche tempo prima. Per evitare che percepisca questa notizia come una bomba, è bene preparare il terreno evitando di cadere nel sadismo, perché è una cosa che va da se. Il tanto temuto “dobbiamo parlare” non deve essere detto più di tre ore prima della conversazione, a meno che non desideri che muoia d’ansia tutto il giorno!


⚠️ Attenzione ⚠️

Non ti mettere troppi problemi a trovare il momento ideale col rischio di rimandare perennemente. A dirla tutta, non è mai un buon momento per una notizia del genere; in questo caso si tratta semplicemente di trovare il modo di addolcire la pillola il più possibile.


Evitare l’umorismo

« - Caro, fai le valige! – Andiamo in vacanza? - No, ti lascio. »

A meno che il tuo partner non abbia un senso dell’umorismo super sviluppato, sarebbe meglio evitare l’umorismo nel momento in cui si annuncia la fausta notizia. Essere discrete mostra rispetto nei confronti di tutto ciò che avete condiviso durante la vostra relazione. 

Da ragazzine ci si poteva permettere di lasciare i fidanzatini con qualche messaggino, ma una volta diventate adulte e responsabili queste cose non si devono più fare. Quando annunciamo ad una persona una notizia che la farà soffrire non è necessario farle scherzi e battute assumendo un’attitudine irrispettosa. Anche se sul momento può sembrare divertente, è meglio evitare, altrimenti è come dire definitivamente addio alla separazione senza problemi e drammi in cui speravi. L’umorismo non è sempre adatto.

Ammettere che è finita: la sincerità, la nostra migliore alleata

Non è girandoci intorno o facendo strani paragoni che il partner prenderà bene la notizia. Una discussione franca e sincera sarà molto più proficua. Quando ho letto al mio ex marito la lista delle ragioni che mi spingevano al divorzio, lui mi ha risposto (per la prima volta dopo 5 anni di convivenza) “si, hai ragione”. 

Spiegargli i motivi del mio burn-out gli ha impedito di sentirsi una nullità, di sentirsi colpevole o frustrato. Essere sinceri, ma non troppo cruenti, mantenendo una certa discrezione, è un lavoro di precisione. Questo è l’unico modo per evitare di mettere il coltello nella piaga. Una volta comprese le ragioni alla base di questa decisione, sarà più facile voltare pagina più velocemente perché non perderà tempo a chiedersi “perché mi ha lasciato”? E questo eviterà anche che la persona in questione commetta gli stessi errori nella prossima relazione, se ci sarà.

Un divorzio amichevole è ciò in cui tutti speriamo, per esempio per poter usufruire dell’equa separazione dei beni, o per evitare di prendersi a urla davanti al giudice o quando vi incrociate per gli impegni dei bambini, se ne avete. Se nessuno dei due si sente offeso e ferito, c’è una possibilità maggiore che le cose non vadano troppo male! Il confine tra l’amore e l’odio è davvero sottile…Personalmente, avevo molta più  voglia di conservare dei bei ricordi del mio matrimonio piuttosto che il gusto amaro di una fine tragica.


Qualche numero:

Se ti senti sola, sappi che il tasso dei divorzi è circa del 40% in Italia. Concretamente, ogni anno circa 10 coppie sposate su 1000 divorziano.


Annunciare la rottura: ci siamo, è ora di buttarsi

Dover dare una notizia del genere a qualcuno può provocare una vera e propria sensazione di panico. Paura di vedere il suo viso sconvolto, la consapevolezza della responsabilità della sofferenza altrui, la voglia di evitare di spezzargli il cuore con una rottura brutale… Insomma, anche chi lascia non se la passa per niente bene in quel momento.

Ho preso il coraggio a due mani e la mia voce è stata più forte di tutte quelle che sentivo nella mia testa. “Vuoi il divorzio?”. Ecco fatto, l’ho detto. Come avevo previsto, lui mi rispose “Perché, tu vuoi divorziare?”. E a partire da questo momento abbiamo iniziato a parlare e a dirci chiaramente come stavano le cose…

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Il consiglio della redazione - sii decisa

Dopo aver passato notti intere a cercare l’inizio migliore per il mio discorso, col senno di poi mi sono pentita di non aver scelto quello più diretto. Per carità, sono stata calma e indulgente, ma forse un po’ troppo dolce. Malgrado la sua reazione fatta di grida e pianti, non gli sono corsa dietro.

Dopo tutto, esprimere le proprie emozioni è una forma di accettazione. Dunque, se non hai intenzione di tornare indietro nella tua decisione, resta ferma e non lasciarti intenerire. Non esitare a farti accompagnare da uno specialista durante questo periodo di carico emotivo.

Articolo suggerito da Ginevra Bodano

Giovane donna sensibile ed empatica, cerco di conquistare il mondo armata del mio corpo minuto e del mio animo grande. L’unico modo che conosco per riuscire ad esprimere ciò che provo è la scrittura, insieme al canto, il disegno, la fotografia, la danza, il teatro… Beh, lo ammetto, non è l’unico, ma...

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