Lavorare meno… per salvare il pianeta!

Aggiornato il da Ginevra Bodano

Il lavoro ha un grande valore per tutti noi, eppure potremmo essere tutti d’accordo sul fatto che non sia per forza sinonimo di benessere, né per noi né per il pianeta! Infatti, alcuni studi affermano che è necessario ridurre il prima possibile il nostro orario di lavoro, per poter ridurre le emissioni di gas serra che noi stessi generiamo. La situazione sta precipitando!

 
 Sommario

La festa del lavoro è il 1 maggio e il suo scopo è quello di rendere omaggio a tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, che hanno portato, tra le altre cose, ad una riduzione della giornata lavorativa. Oggi però, è necessario spingersi oltre. Molti paesi stanno già puntando ad una riduzione del volume orario della giornata lavorativa, per motivi che trovano la loro origine principalmente in cause ambientali.

Lavorare 5 ore e mezza alla settimana per salvare il pianeta

Ebbene si ! Prima di pensare a noi stessi, bisogna prendere in considerazione il nostro caro pianeta Terra. L’inquinamento sempre maggiore, computer perennemente accesi che producono calore, climatizzatori che servono a contrastare il calore prodotto dai computer. Ci si ritrova incastrati in un circolo vizioso e il risultato è che consumiamo sempre più energia. Ridurre le emissioni di gas a effetto serra che i nostri lavori producono sarebbe una grande mano d’aiuto per il pianeta. La diminuzione delle ore di lavoro sembrerebbe dunque essere una soluzione efficace.

lavoro

Secondo i ricercatori, nella maggior parte dei paesi bisognerebbe lavorare 5 ore e mezza alla settimana per rallentare il riscaldamento climatico. Il tasso orario varia sensibilmente in base a quanto l’economia del paese è più o meno inquinante: 6 ore di lavoro settimanali per i tedeschi, 9 ore per gli inglesi e 12 per gli svedesi. Il Car Sharing tra colleghi sembra non essere più sufficiente!

Philippe Frey, dottorando all’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe (Germania) ha preso parte ad alcune ricerche a riguardo e afferma:

"Penso che la crisi climatica ci richieda di diminuire, in un modo che non ha precedenti, l’attività economica(…) Se l'ecosostenibilità necessita di una diminuzione generale del consumo, allora l’aumento del nostro tempo libero non è tanto un lusso quanto più un urgenza”.

In effetti, dato che sappiamo che il riscaldamento climatico sarà a +2° nel 2100, dovremmo iniziare a rifletterci seriamente! Bisognerà anche rimpiazzare alcuni mestieri del settore industriale con altri del settore terziario; l’estrazione di combustibili fossili deve essere sostituita da azioni rispettose per il pianeta,  ed è necessario portare avanzi campagne di riforestazione.

« Il lavoro è dignità? » Si, ma ci sono anche dei contro…

Secondo uno studio pubblicato di recente nella rivista Social Science & Medicine, non bisognerebbe lavorare più di otto ore a settimana per preservare la nostra salute mentale. Con il nostro sistema attuale, siamo ben lontani da questo orario! Attualmente, l’orario legale per un dipendente pubblico è di 36 ore alla settimana, mentre per un privato si può arrivare ad un massimo di 40 ore alla settimana. Il dipendente ha diritto ad una pausa che non sia inferiore ai 10 minuti nelle giornate di lavoro che abbiano una durata maggiore di 6 ore.

Le lotte fatte nel corso degli anni per migliorare le nostre condizioni di lavoro purtroppo non hanno modificato il quantitativo di stress e di malessere che i lavoratori provano ogni giorno sul posto di lavoro. Uno studio condotto dalla società Stimulus, nel 2017, mostra che il 52% dei lavoratori soffre di ansia sul posto di lavoro e che il 29% presenta un livello alto di depressione. Dall’inizio della crisi sanitaria, la salute mentale del 75% dei lavoratori europei ha vissuto un peggioramento. 

Dunque, per il benessere dei lavoratori e del pianeta, bisogna agire con urgenza verso la riduzione del quantitativo di ore di lavoro. Aumentare la durata dei congedi, passare alla settimana lavorativa di 4 giorni o limitare il numero di ore settimanali sono tutte azioni che ci farebbero più che bene, è sicuro!

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Lavorare meno per una vita e un avvenire migliori

È un dato di fatto: le persone precedentemente disoccupate o che avevo preso il congedo maternità/paternità e che riprendono un’attività di 8 o meno ore alla settimana, vedono il loro rischio di sviluppare una malattia mentale diminuire del 30%. Ridurre il tempo di lavoro sarebbe dunque una soluzione volta a preservare il nostro benessere! Inoltre, un minore quantitativo di ore di lavoro, oltre che preservare la nostra salute, stimolerebbe anche la nostra produttività. Saremmo più motivati perché più riposati e quindi energici, dunque i nostri risultati sarebbero potenzialmente migliori.

Avere più tempo da dedicare a se stessi permetterebbe infatti di ritrovare il proprio equilibrio personale. Sarebbe l’occasione per dire addio alla routine “metro, lavoro, riposo” che tanto ci affanna, dando spazio ad un lavoro svolto in un tempo stabilito da noi e per noi! Infine, sarebbe un’occasione per imparare a godere maggiormente della vita, prenderci cura di noi stessi e dedicarci al nostro benessere. È qualcosa che ci renderà certamente più felici. Il tempo libero è una ricchezza inestimabile che troppo spesso sottovalutiamo o dimentichiamo.

A proposito di ricchezza, alcuni affermano che preferirebbero lavorare meno e, di conseguenza, anche guadagnare meno per concentrarsi sui veri valori della vita: la famiglia, il contatto con la natura, etc. Cercare di essere meno superficiali dà più soddisfazione di uno stipendio (si, anche di uno bello alto), che spesso e volentieri viene ben presto sperperato. Per lottare efficacemente contro il riscaldamento climatico, è assolutamente raccomandato un cambiamento nei nostri modi di consumo. Purtroppo, la sola riduzione del tempo di lavoro non basta. Insomma, non è mai troppo tardi per cambiare abitudini!

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Il consiglio della redazione – Lo smart-working non è poi così ecologico

Meno mezzi di trasporto = meno emissioni di CO². Sembra un calcolo elementare e quindi si tende a pensare che lo smart-working sia più ecologico, ma non è così scontato. Infatti, lo smart-working comporta un aumento dei rifiuti informatici causati dal cambiamento delle attrezzature, e anche un aumento del traffico internet che, si sa, consuma grandi quantità di energia. Forse è arrivato il momento di informarsi sull’ecologia digitale e di ridurre i propri consumi… e anche le ore di lavoro, per il nostro bene!

Che sia in smart-working o in ufficio, il benessere al lavoro è di fondamentale importanza. Se non ti senti a tuo agio e hai difficoltà a trovare il tuo equilibrio, non esitare a contattare uno specialista.

Articolo suggerito da Ginevra Bodano

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