Negazione di gravidanza: un meccanismo di autodifesa

Aggiornato il da Ginevra Bodano

Essere incinta senza saperlo: può sembrare fantascienza e invece riguarda 3 gravidanze su 1000. Si tratta di un fenomeno durante il quale il corpo nasconde la gravidanza per preservare la psiche. In alcune fasi della vita le donne convivono con la paura di rimanere incinte; è terrificante quindi pensare che il corpo possa essere capace di nascondere una gravidanza. Ma cosa provoca la negazione di gravidanza? Perché avviene questo meccanismo di autodifesa? Ci sono dei sintomi che permettono di comprendere la situazione? Vediamolo insieme.

Negazione di gravidanza: un meccanismo di autodifesa
 
 Sommario

Che cosa provoca una negazione di gravidanza?

La psicanalista francese Sophie Marinopoulos, autrice di numerosi libri, spiega come la negazione di gravidanza sia un meccanismo di autodifesa. Ignorando la reale esistenza della gravidanza, il nostro corpo ci preserva da una grande sofferenza. In caso di negazione di gravidanza, non si mente e non si nasconde il fatto di essere incinta, semplicemente non si ha (per davvero) coscienza di esserlo, perché il corpo non manda segnali.

➡ La negazione di gravidanza è una forma di negazione assoluta e non è per forza legata al fatto di avere o no voglia di diventare madri.

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Le cause della negazione di gravidanza

Le persone che tendono a rinnegare le proprie emozioni e che non ascoltano il proprio corpo sono più propense a soffrire di negazione di gravidanza. Si rischia di più di cadere in questo meccanismo di autodifesa se, tendenzialmente, si negano e allontanano le proprie emozioni. Secondo Sophie Marinopoulos, la depressione potrebbe ugualmente essere un fattore che incoraggerebbe il corpo a nascondere la gravidanza.

Ma al di là di quello che succede nella nostra vita presente, le cause possono venire anche da avvenimenti passati, avvenuti soprattutto durante l’infanzia. Le cure e attenzioni che abbiamo ricevuto hanno un impatto sul nostro rapporto con le emozioni: ogni persona ha la sua storia personale, bisogna dunque scavare nel passato per comprendere il perché della negazione di gravidanza. Quindi, è impossibile stabilire un profilo tipico di donna tendente a questo meccanismo di autodifesa, poiché le cause sono più personali e intrinseche.

Si rischia di attuare una negazione di gravidanza anche nei seguenti casi:

  • In presenza di una presunta sterilità,
  • Se si è state abusate sessualmente o psicologicamente,
  • In caso di gravidanze ravvicinate

Come notare una negazione di gravidanza?

Sintomi invisibili

Dato che il corpo non manda i segnali della gravidanza, è difficile capire se si è incinte o no. Spesso possono insorgere sintomi come mal di stomaco o nausea, ma si può pensare si tratti di indigestione o problemi intestinali. La psicanalista spiega che “ i sintomi della negazione ci portano a dare diverse interpretazioni ai segnali del corpo: tra le possibilità, però, non viene presa in considerazione l'idea di essere incinta”. Per evitare la negazione di gravidanza, se alcuni dubbi si insinuano, non bisogna esitare a fare un test di gravidanza o, meglio ancora, le analisi del sangue.

Il ciclo e la negazione di gravidanza

L’assenza del ciclo mestruale non equivale per forza all’essere incinta. Abbiamo tutte un ciclo diverso e, soprattutto, molte di noi hanno un ciclo irregolare. Alcune donne soffrono di ovaio policistico e quindi non ovulano tutti i mesi come di norma. L’assenza del ciclo mestruale può essere dovuta anche a fattori esterni come lo stress, una forte perdita di peso o altre ragioni, quindi non per forza la sua scomparsa equivale alla gravidanza. Al contrario, il fatto che possano verificarsi delle perdite di sangue durante la gravidanza può portarci a credere di avere il ciclo e trarci in inganno!

Il corpo non cambia

Si può parlare di negazione dopo i primi 3 mesi di gravidanza. Durante il primo trimestre, non tutte soffrono di sintomi come per esempio la nausea. A partire dal secondo trimestre, durante una gravidanza normale, il bimbo inizia a crescere e la pancia inizia a vedersi. Nei casi di negazione di gravidanza, però, l’utero si allunga sviluppandosi verticalmente piuttosto che gonfiando il ventre. Questo spiega come mai il ventre non si gonfi e come faccia dunque la gravidanza stessa a non essere visibile. Il tutto è possibile grazie alla forza della mente e del corpo, il bimbo continua a crescere senza però "rubare" spazio al corpo.

Lo choc nell’apprendere della gravidanza

Per prendere consapevolezza della gravidanza, bisogna che una persona esterna inizi a supporre la cosa (un medico, per esempio).Una volta che la donna scopre di essere incinta, il corpo inizia d’un tratto a mostrare tutti i sintomi della gravidanza. Il ventre può addirittura gonfiarsi nel giro di qualche ora! Alcune negazioni persistono fino al punto in cui la futura mamma non riesce nemmeno a prepararsi all’arrivo del bimbo. Ancora più traumatico quando si scopre di essere incinte poco prima del parto!

Al di là dei cambiamenti fisici impressionanti, scoprire di essere incinte da diversi mesi è uno choc psicologico enorme. Ci sono alcune testimonianze di donne che hanno vissuto la negazione di gravidanza e che parlano spesso di senso di colpa. L'esperto di psicologia infantile Michel Libert spiega questa colpa: “Queste donne possono interpretare la negazione come il fatto di non essere delle buone madri, di non avere l’istinto materno”. Ecco perché è importante riconoscere l’esistenza e la difficoltà della negazione di gravidanza, sia per la salute della madre che per quella del bimbo, per contrastare le conseguenze di questa situazione, come per esempio una depressione post-partum.

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Il consiglio della redazione: è indispensabile essere seguite da uno psicologo

Come spiega il Dottor Apter, il processo che ci trasforma in genitori inizia molto prima della gravidanza. Nel caso di una negazione di gravidanza, la donna non ha il tempo di prepararsi alla maternità. Queste donne hanno bisogno di riposarsi di più rispetto a donne che si sono preparate sia fisicamente che psicologicamente. Recarsi da uno psichiatra permetterà di decidere che strada proseguire per la cura ed il benessere della donna e del suo bambino.

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