Perché ho costantemente bisogno di attenzioni?

Anche tu hai la spiacevole tendenza a fare di tutto un dramma affinché gli altri si prendano cura di te? Non smetti mai di pretendere la loro attenzione, a qualunque costo? Se la risposta è si, fai sicuramente parte di quelle persone che vivono per attirare l’attenzione degli altri. A lavoro, tra amici o sui social, devi sempre essere il centro dell’universo. E nonostante questo comportamento eccessivo spesso e volentieri non ti faccia star bene, è più forte di te! Ma da cosa deriva? Come porvi rimedio prima che sia troppo tardi?

 
 Sommario


L’eccessivo bisogno di attenzione non è una malattia e ci si può lavorare. All’inizio, come spiega il celebre psicologo Maslow, è qualcosa di naturale. Ma quando diventa eccessivo o fastidioso, vuol dire che cela qualcosa di più profondo. È solo capendo il come e il perché che si può migliorare e diventare più forti.

Delle origini che risalgono all’infanzia

Sicuramente non te lo ricordi, ma il tuo bisogno di attenzione risale al periodo dell’infanzia. Già quando eri piccolo, andavi dai tuoi genitori per avere compagnia, carezze e complimenti, ed è comprensibile! L’interesse ricevuto rinforza il nostro bisogno d’esistere e serve ad plasmare il nostro carattere. In più, in questa fase di apprendimento e formazione, tutti i comportamenti positivi ricompensati alimentano l’autostima. Quando sentiamo di essere fieri di noi e riconosciamo le nostre qualità, siamo motivati a dare il meglio.

Poi, chiedere attenzioni è diventato un modo per assicurarsi di non essere respinti e questo permette di ricaricare le batterie affettive. Ricevere delle manifestazioni di interesse, che si tratti di un apprezzamento sul tuo nuovo taglio di capelli o di un messaggio per avere tue notizie, fa sempre piacere, ancor più se ci si sente invisibili.

Quando la situazione precipita…

Alle volte, quello che riceviamo non è abbastanza, e andiamo a mendicare attenzioni: una forte presenza sui social, cercare di essere l’anima della festa durante una serata, partecipare a una discussione o una disputa all’interno di una coppia, etc… sono tante le occasioni in cui è possibile cercare di nutrire il proprio ego.

È in questo momento che la situazione peggiora. Perché per ottenere uno sguardo, un commento piacevole o qualsiasi dimostrazione di interesse, alcuni oltrepassano i limiti e adottano un comportamento malsano. Concentrarsi soltanto sulle apparenze fisiche per sentirsi importanti, angosciarsi quando c’è silenzio perché percepito come una mancanza di interesse, diventare scortese, fare la vittima e sembrare triste o incapace affinché l’altro si preoccupi per noi, sono solo alcuni esempi.

Il meccanismo è innescato, perché così facendo notiamo che questi comportamenti funzionano e spingono gli altri ad interessarsi a noi. Dunque ripetiamo questo automatismo per avere ciò che vogliamo, ma qual è la vera ragione?

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Che cosa significa questo bisogno?

Teoricamente, tutti sentono il bisogno di ricevere attenzioni e di sentirsi valorizzati, e ne traggono beneficio; questo bisogno è come del nutrimento affettivo. Così come per la sensazione della fame, si comincia a sentirne la mancanza quando ne riceviamo una quantità inferiore a quella di cui abbiamo bisogno, ed è lì che incomincia la crisi…

Egoismo?

Quando qualcuno si concentra su di sé e ha sempre bisogno di essere ascoltato, senza dare spazio agli altri, ci sono grandi probabilità che quella persona sia semplicemente egoista. Pur non avendo cattive intenzioni, alcune persone hanno l’abitudine di vivere per conto proprio o di stimarsi immensamente, ed è dunque frequente sentirle parlare solo di se e della loro meravigliosa vita. Hanno bisogno di esistere attraverso la parola e non mostrano dunque alcun interesse verso gli altri.

Bisogno di essere rassicurati?

Esiste anche il bisogno di sentirsi rassicurati in un periodo difficile. Alle volte, a causa di malsani complessi, dubitiamo di noi stessi, delle nostre capacità lavorative o della solidità della coppia. Questa mancanza di fiducia ci spinge a chiedere attenzioni. Spesso, dopo una lunga e dura giornata, abbiamo bisogno di sentirci ascoltati e compresi dalla nostra metà, o anche per assicurarci della stabilità della relazione nei momenti di dubbio.

Catturare l'attenzione o sentirsi invidiati, soprattutto sui social, può darci l'impressione che la nostra vita sia fantastica, e alcuni tendono ad aggrapparsi a questo per sentirsi rassicurati. Sfortunatamente, in alcuni casi tutto questo nasconde un profondo malessere.

Ferite dell’anima?

Se nella pratica tutto sembra andare bene nella tua vita attuale, forse bisogna tornare indietro con la memoria per comprendere l’origine di questa sensazione di mancanza costante. Come spiega l’autrice Lise Bourbeau, esistono 5 ferite dell’anima, e queste lasciano molte più cicatrici di quanto si possa pensare. Alcune persone hanno bisogno di dimostrazioni emotive per colmare un vuoto affettivo che risale al passato. Un bambino che ha sofferto per il fatto di non essersi sentito sostenuto dal genitore del sesso opposto e che ha ricevuto attenzioni non molto calorose, o una persona che ha vissuto una rottura dolorosa, potrebbero aver sentito la mancanza del nutrimento affettivo e vivere nella paura che questa sensazione si ripeta e, in questo modo, vanno incontro al sentimento di vuoto.

Questa sensazione e le sue conseguenze sono spesso frustranti e producono l’effetto contrario . In effetti, colui che desidera mettersi in mostra ma in un modo non naturale farebbe meglio a tacere piuttosto che parlare per suscitare la pietà di chi gli sta intorno, perché si finisce per abusare della pazienza altrui e farli scappare. Come si suol dire, meglio essere notati per la propria assenza che per la propria presenza. Ma allora, come fare quando abbiamo (o crediamo di avere) bisogno degli altri?

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Come uscire da questo circolo vizioso?

Di fronte a questo eccessivo bisogno di attenzioni che ci impedisce di vivere serenamente, sentiamo tutti la necessità di uscirne per sentirci più liberi (e per non abusare ulteriormente della pazienza dei nostri cari!). La buona notizia, è che porre rimedio a questa situazione è del tutto possibile. Ecco i nostri consigli:

1)"Sii il padrone del tuo destino, il capitano della tua anima"

O, più semplicemente, comportati da leader! Piuttosto che sederti in un angolo ad aspettare che ti si mostri dell’interesse, prendi l’iniziativa e fai il primo passo verso gli altri, proponi un’attività che ti sta a cuore.

2)Divertiti piuttosto che cercare di essere divertente

Se ti piace quello che fai, sarà evidente agli occhi di chi ti guarda. È proprio diffondendo energia positiva che si attira l’attenzione su di sé; dunque, parti dal presupposto che la festa è dove sei tu.

3)Ritrova una visione sana di te stesso/a

La vera svolta inizia quando si prende il coraggio di esprimere la propria personalità, perché ci si sente a proprio agio in una determinata circostanza. Spesso le persone ci vedono così come noi ci vediamo. Allora, al posto di pensare che non sei una persona interessante o di comportarti come tale, sii naturale!

4)Identifica ciò che ti fa bene e, al contrario, ciò che infierisce sui tuoi punti deboli

Uscire dalla zona di comfort è una cosa positiva, ma buttarsi a capofitto in un ambiente che non ci appartiene non ci farà affatto bene. Non tutte le situazioni possono corrisponderci, ed è normale. Non andare alla serata karaoke se senti che non sarai a tuo agio, ed evita i partner troppo freddi se hai bisogno di dimostrazioni d’affetto.

5)Ricordati che ognuno ha il suo modo di vedere le cose

Vediamo gli altri secondo la nostra prospettiva, i nostri problemi, le nostre imperfezioni o mancanze. Se in una determinata occasione ti senti inutile perché non hai molto da dire, magari la persona con cui parli si sta dicendo che hai la dote di saper ascoltare gli altri, mentre qualcuno su cui hai fatto colpo penserà che il tuo silenzio è sinonimo di disinteresse. Insomma, nessuno è perfetto e tutti abbiamo una nostra opinione personale!

6)Non dimenticare che le persone alle volte (anzi, spesso) sono occupate

Siamo il centro del nostro mondo, non di quello degli altri; dunque, segui questo principio e trova delle attività per distrarti e occuparti. Vedrai, penserai molto meno al tuo bisogno di attenzione.

7)Ciascuno ha il suo livello di pudore

Che sia un abbraccio al momento sbagliato o una dichiarazione forzata, l’attenzione desiderata è alle volte eccessiva e ti sembrerebbe quasi ridicola se fosse il tuo partner a chiedertela. Vuoi semplicemente essere rassicurato/a sul momento, ma non è la soluzione a lungo termine.

8)Torna all’origine del problema se l’hai già identificata

Che sia l’assenza di un genitore o una cattiva immagine di sé, la mancanza d’affetto deriva per forza da qualcos’altro. Lavorare sul dialogo o sull’accettazione può essere molto benefico e permette di andare avanti.

9)Fatti aiutare

Infine, se non ci riesci da solo/a, puoi senza alcun problema consultare uno specialista per riuscire a trovare una soluzione. Il bisogno incessante di attenzione non è una cosa fine a se stessa!

Di’ addio ai tuoi demoni interiori leggendo questo articolo: Come si supera la paura di amare?


Articolo suggerito da
La Redazione Wengood

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