Molestie: Catcalling, come imparare a difendersi

Aggiornato il da Ginevra Bodano

Maldicenze, critiche, umiliazioni, aggressività, frecciatine inappropriate… che sia sul luogo di lavoro, in strada o a scuola, le molestie sono davvero ovunque. Si presentano su forme diverse, infatti possono essere di natura psicologica, sessuale o presentarsi in ambito scolastico. Dunque, come riconoscerle? Come comportarsi quando si è vittima di molestie? Vediamolo insieme.

 
 Sommario

La molestia è una forma di violenza, che nel corso degli anni viene sempre più denunciata e criticata. Si tratta di una dinamica distruttrice, che porta alla perdita dell’autostima e della fiducia in se stessi, ma alle volte anche alla depressione e, nei casi più gravi, al suicidio. Ecco perché è importante denunciare le molestie di qualunque tipo, psicologiche, sessuali, bullismo a scuola, ecc. Ed è ugualmente importante cercare di comprenderle per sapersi difendere al meglio.


Citazione

“Non fare agli altri, quello che non vorresti fosse fatto a te.”


Che cos’è una molestia? Definizione

La molestia è una forma di maltrattamento. Si definisce come una serie di atteggiamenti ostili nei confronti di un’altra persona. Può essere di diversi tipi, a prescindere dalla tipologia, si tratta di un atto deliberato, punito dalla legge.

Tra le caratteristiche delle molestie, sono da sottolineare:

  • La ripetizione nella durata dei comportamenti violenti
  • Il divario delle forze (relazione di dominio, abuso di potere)
  • L’intenzione di nuocere

I differenti tipi di molestia

Le molestie possono presentarsi sotto forme diverse e in luoghi differenti. Per esempio, esistono le molestie online, lo stalking, le molestie psicologiche, fisiche, sessuali, di strada, il bullismo, molestie sul luogo di lavoro. Tra le conseguenze più gravi ci sono:

  • Perdita d’ autostima
  • Disturbi psicologici
  • Depressione
  • Suicidio

Le molestie psicologiche

Questo è il tipo di molestia più frequente sul posto di lavoro o in ambito scolastico. Nell’enciclopedia Treccani, la molestia viene definita come una “sensazione incresciosa di pena, di tormento, di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose e in genere da tutto ciò che produce un turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale”.

Si tratta di abuso del potere dettato dalla gerarchia o di deliberata destabilizzazione da parte di colleghi o compagni, e la molestia può diventare anche fisica attraverso schiaffi, colpi, spinte, furti, danneggiamento degli effetti personali, ecc; questa violenza fisica spesso è accompagnata da violenza verbale e psicologica. In questo caso, si tratta principalmente di insulti, diffamazioni, ecc.

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Catcalling: molestie di strada, alcune cifre

😮 Alcune cifre sono davvero preoccupanti. In Italia, *“Il 31,5% delle 16-70enni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale. 

Tra le molestie di strada più comuni c’è il Catcalling, un tipo di molestia di strada che comprende anche commenti a sfondo sessuale, sminuimento della persona in quanto tale, insinuazioni volgari e oscene, e che in alcuni casi sfocia in contatto fisico indesiderato.

Molestie sessuali

La molestia sessuale consiste nell’imporre ad una persona, in modo ripetuto, dei propositi o dei comportamenti a connotazione sessuale. Il fatto di esigere dei favori o dei rapporti sessuali in cambio di qualcosa è ugualmente considerata una molestia.

Cosa fare in caso di molestia?

A prescindere dal tipo di molestia, dal luogo o dalla persona, è assolutamente indispensabile parlarne. Puoi cominciare confidandoti, con un adulto in caso di bullismo, con il tuo superiore in caso di molestia sul lavoro, con un medico o con un assistente sociale.

➡ Non dimenticare che tu hai i tuoi diritti, quindi è giusto segnalare le molestie alla polizia e denunciare l’autore, a prescindere che questo sia una persona di tua conoscenza o no.

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Il consiglio della redazione – Fatti aiutare

Spesso ci vuole un po’ di tempo prima che le persone vittime di violenza capiscano che non sono responsabili di questa situazione e prima che trovino il modo di far smettere questi atteggiamenti. Ritrovare il proprio equilibrio dopo essere stati vittime di violenze può essere un processo lungo e difficile, e farsi aiutare e accompagnare da qualcuno è una saggia e giusta decisione.

*Fonte dati ISTAT

Articolo suggerito da Ginevra Bodano

Giovane donna sensibile ed empatica, cerco di conquistare il mondo armata del mio corpo minuto e del mio animo grande. L’unico modo che conosco per riuscire ad esprimere ciò che provo è la scrittura, insieme al canto, il disegno, la fotografia, la danza, il teatro… Beh, lo ammetto, non è l’unico, ma...

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"Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso."


Confucio


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