Come smettere di mangiarsi le unghie? La lotta contro l’onicofagia

Aggiornato il da Ginevra Bodano

È da anni che mi mangio le unghie. Non saprei dire esattamente quando ho cominciato, ma mi sembra di farlo da sempre. In classe perché mi annoiavo, durante un esame perché ero stressata, in ufficio perché mi aiuta a concentrarmi. Sono un’adulta, e quest'abitudine (della quale pensavo mi sarei liberata dopo l’adolescenza) continua a perseguitarmi. Ma è davvero una semplice abitudine? O piuttosto un disturbo ossessivo compulsivo, una dipendenza…

 
 Sommario

Margiarsi le unghie: è sbagliato ma fa star bene

Spesso quest’abitudine sorge durante l’infanzia, quel periodo della vita in cui portare le mani alla bocca è quasi naturale. Quelli che soffrono maggiormente di onicofagia sono gli adolescenti, e spesso questa abitudine continua anche in età adulta. Ed è a questo punto che le cose si fanno più complicate. Mordersi le unghie è brutto. Il gesto è sgradevole tanto quanto il risultato! La sensazione di benessere che sento mentre mi mordicchio le unghie viene subito sovrastata dalla vergogna che provo, perché non riesco a sopportare di avere le mani così trascurate. L’onicofagia è benigna, ma dato che passo il mio tempo a mordicchiare unghie e strappare pellicine, ho perennemente delle micro lesioni cutanee e delle unghie corte e rovinate. Insomma, le mie mani sono orribili!

Perché mi mangio le unghie?

Onestamente, non conosco la causa che sta all’origine del mio bisogno di mangiarmi le unghie, e non penso che tutti quelli che lo fanno sappiano determinarne il motivo. Quello che so, è che a partire dall’infanzia, proseguendo per l’adolescenza fino ad arrivare ad oggi, la mia onicofagia è legata allo stress, all’ansia, alle frustrazioni e alla noia. È un gesto che mi rilassa e mi fa stare bene. Mentre mi mangio le unghie, sento che il mio respiro si calma, sono concentrata e, paradossalmente, ho come l’impressione di avere tutto sotto controllo. Ho la situazione in pugno e mi sento come soddisfatta. Mi piace la sensazione che ne deriva. Ma se da una parte ne guadagno, dall'altra perdo qualcosa.

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L’onicofagia è una malattia?

Diverse volte ho provato  a smettere di mordicchiarmi le unghie. Di solito prendevo questa decisione alla fine di un periodo di forte stress, dopo aver dato un esame, trovato un impiego o quando andavo in vacanza. Quindi, facevo degli sforzi inimmaginabili per fare in modo di non portarmi più le mani alla bocca; purtroppo, per colmare il vuoto, non riuscivo a smettere di torturarmi le unghie, passandole una sotto l’altra, o strappandomi le cuticole e le pellicine che stanno sotto le unghie. È davvero difficile smettere, per questo ho sempre considerato quest’abitudine piuttosto come una dipendenza.

Tuttavia, sembra che i ricercatori l’abbiano definita un disturbo ossessivo compulsivo. Una volontà incosciente e quasi “igienica” di voler sempre aggiustare le estremità delle unghie, ma in maniera compulsiva e incontrollata. Si tratta dunque di una tecnica “pratica”: strapparsi con i denti le unghie, che continuano a crescere costantemente, provoca un’ossessione, ovvero strapparsi le unghie (sempre con i denti) anche quando non è necessario e al solo scopo di sentirsi appagati.

Come smettere di mangiarsi le unghie?

Esiste qualche trucchetto per smettere di mangiarsi le unghie:

  • Lo smalto dal sapore amaro
  • Le unghie finte
  • La manicure
  • Il chewing-gum
  • Lo sport

Questi consigli sono semplici, ma sono anche efficaci? Per quanto mi riguarda, posso dire che né lo smalto amaro, né le unghie finte sono riusciti a impedirmi di continuare. Tolgo lo smalto amaro e strappo le unghie finte. Il chewing-gum funziona, ma solo ogni tanto. È ovvio che non posso passare tutta la giornata a masticare! Quanto allo sport, è efficace perché aiuta a ridurre lo stress e l’ansia, ma di fronte a certe situazioni dove la noia regna sovrana, nemmeno quello funziona. La manicure resta per me l’unica soluzione efficace, anche se effimera. 

È incredibile, ma una volta che vedo le mie unghie belle e curate, non mi salta per la mente nemmeno per un istante di iniziare a morderle e, quindi, rovinarle.

Attenzione : proprio come per il famoso problema della pipì a letto, è abbastanza controproducente punire un bambino perché si mangia le unghie. Lo scopo è quello di evitare il più possibile situazioni stressanti o frustranti, quindi meglio creare un ambiente sereno ed elogiarlo quando riesce a trattenersi e a non mangiarsi le unghie.


Il parere della redazione – Parlare con un terapeuta fa sempre bene

Arrivata ad un certo punto della mia vita, ho deciso di cominciare una terapia per poter parlare delle mie ansie e paure. Mi sono resa conto, in questa occasione, che non mi veniva voglia di mordicchiarmi le unghie. Il fatto di far uscire tutto ciò che mi pesava mi faceva sentire bene e, allo stesso tempo, ricevevo dei consigli su come gestire al meglio la mia ansia, cosa che mi ha aiutata a farla finita con questa brutta abitudine. 

Consultare un terapeuta perché ci mangiamo le unghie potrebbe sembrare un po' eccessivo, ma non sconveniente. I trucchetti di cui abbiamo parlato poco fa, come ho detto, hanno i loro limiti, e bisogna mettersi in testa che l’onicofagia è un disturbo legato alle emozioni (stress, ansia, angoscia, collera, incomprensioni…); bisogna dunque scavare a fondo nelle proprie emozioni. Fare il punto della nostra situazione emozionale può permetterci di comprendere le circostanze che ci conducono all’onicofagia. La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è il trattamento più efficace per liberarsi da questa dipendenza.


Articolo suggerito da Ginevra Bodano

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