Sindrome di Asperger: definizione, diagnosi e cura

Aggiornato il da La Redazione Wengood

Difficoltà a comunicare, la chiusura in una passione, rumori troppo aggressivi… Ti riconosci o pensi a qualcuno leggendo questa breve descrizione? Si tratta dei tratti caratteristici delle persone affette dalla sindrome di Asperger, una leggera forma di autismo. È importante capire a fondo questa sindrome per farsi accompagnare o accompagnare al meglio coloro che ne soffrono. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

 
 Sommario

Cos’è la sindrome di Asperger?

La sindrome di Asperger (SA) è stata descritta per la prima volta nel 1943 dal Dottor Hans Asperger in Austria. È stato lui infatti a identificare dei disturbi del comportamento in diversi bambini che avevano uno sviluppo normale dell’intelligenza e del linguaggio. Questi bambini presentavano comportamenti simili all’autismo. Ciò che li caratterizza maggiormente è un deficit marcato nelle interazioni sociali e nella comunicazione.

A livello dei disturbi autistici, la sindrome di Asperger si situa nella parte alta dello spettro autistico, ciò significa che è la forma più leggera dei disturbi legati all’autismo.

La sindrome di Asperger nelle donne

Sono in tanti oggi a pensare che questa sindrome tocchi pochissime donne. Succede perché storicamente gli studi sono stati effettuati in particolar modo sugli uomini. Le differenze culturali e sociali, rispetto alle donne, sono state ignorate. Le donne autistiche hanno delle strategie di imitazione sociale migliori: riescono a camuffare meglio le loro emozioni in una società con un'impostazione prettamente patriarcale. Effettivamente, le bambine sono più discrete a causa dei comportamenti sociali a loro inculcati: “una bambina deve essere brava e composta”.

➜  È quindi più difficile stabilire una diagnosi della sindrome di Asperger su una donna per via di queste ragioni.

Come pensa un autistico Asperger?

Un disturbo neurologico

Una persona con la sindrome di Asperger non è affetta da una malattia mentale. Si tratta di un disturbo dello sviluppo neurologico di origine genetica. Di conseguenza, le principali perturbazioni degli Asperger (chiamati anche “Aspies”) riguardano la vita sociale, la comprensione e la comunicazione.

Una persona affetta da questa sindrome non potrà raccogliere informazioni sul suo entourage, decodificarle e adattarsi. Non pensa come noi perché altrimenti sarebbe sommersa dalla “cacofonia” che la circonda. Sarebbe confusa, il suo messaggio non chiaro e la comunicazione goffa.

Quali sono i tratti caratteristiche di una persona Asperger?

Solitamente le persone che soffrono di questa sindrome sono molto intelligenti, perfezioniste ed esigenti. Danno molta importanza ai piccoli dettagli che potrebbero sfuggire agli altri. Hanno centri di interesse molto precisi dei quali non possono fare a meno. La memoria e la logica sono le loro migliori alleate: la parte sinistra del loro cervello, dedicata all’analisi.

Come si manifesta la sindrome di Asperger?

L’autodiagnosi è spesso criticata ma a volte può rivelarsi utile sapersi auto analizzare se nessun medico ci indirizza verso il test per la sindrome di Asperger. Ci sono alcuni tratti facilmente identificabili per sapere se noi o qualcuno a noi vicino soffre di questa sindrome:

  • Difficoltà a farsi degli amici: poiché la persona con sindrome di Asperger non riconoscono le regole tacite imposte dalla società.
  • Nessuna empatia: poiché non riesce a rappresentare lo stato emotivo di qualcun altro (e fa molta fatica a decifrare le sue emozioni).
  • Disturbi nella comunicazione non verbale: non ha gestualità, né espressioni facciali, di tono ecc.
  • Mutismo inspiegabile: secondo le persone o i contesti sociali, un mutismo selettivo e inspiegato può comparire.
  • Difficoltà ad ascoltare gli altri: non riesce a mettere in pratica l’ascolto attivo. Il filo dei suoi pensieri lo/a occupa troppo.
  • Ossessioni passeggere: basta che un argomento la appassioni perché diventi ossessiva. Per esempio: la passione per un Paese (impararne la lingua, mangiare ciò che si mangia in loco, guardare foto per ore e ore ecc).
  • Bisogno di una routine: non riesce ad adattarsi a cambi di situazione o imprevisti, ecco perché gli Asperger hanno bisogno di punti di riferimento.
  • Chiusura in sé stessi: i videogiochi, il disegno, l’auto… Tutte passioni che possono permettere agli Asperger di evadere e non entrare in uno stato depressivo.
  • Difficoltà con il linguaggio retorico: è molto difficile comprendere metafore, ironia o espressioni. Tutto viene colto in senso letterale.
  • Disturbi motori: gli Asperger possono avere una cattiva coordinazione dei movimenti. Sono quindi spesso maldestri e fanno fatica negli sport.

Come comportarsi con una persona Asperger?

Non bisogna scuotere troppo una persona con la sindrome di Asperger. L’ascolto e la comprensione devono essere al centro del nostro comportamento! Non è la persona che soffre di Asperger a doversi adattare a noi ma il contrario! Per questo motivo, non bisogna mai fare queste cose con uno di loro.:

  • Avere interazioni sociali;
  • Dargli troppe informazioni;
  • Coinvolgerlo in un evento troppo rumoroso;
  • Alterare la sua routine ecc.

Con queste piccole attenzioni possiamo far diminuire l’ansia che potrebbe sentire. L’altro punto importante da tenere a mente è che gli Asperger fanno difficoltà a identificare le emozioni. Questo potrebbe mettere della distanza tra due persone, ecco perché non bisogna esitare a spiegare ciò che sentiamo.

La cura della sindrome di Asperger

Non esiste una cura poiché non si tratta di una malattia psichica ma ci può essere un sostegno psicologico. Le terapie cognitivo-comportamentali (TCC) permettono di aiutare le persone con questo disturbo autistico. Inoltre, è importante identificare l’autismo nel bambino, più la diagnosi viene fatta presto, più sarà facile per lui adattarsi socialmente da adulto.


Il consiglio della redazione: chiedi una valutazione tecnica

Se pensi che tu o qualcuno vicino a te soffra di questa sindrome rivolgiti a un professionista. Potrà aiutarti, tramite vari esami, a saperne di più.


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Fonte: www.focus.it/ - www.focus.it/scienza/salute/

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