Cos’è l’agorafobia? Definizione, cause, sintomi e trattamenti

Aggiornato il da La Redazione Wengood

Me lo ricordo perfettamente. Due giorni prima del primo lockdown. Ero al supermercato come altre centinaia di persone che correvano qua e là con l’aria angosciata, gridando a partner o figli di prendere più zucchero, altra pasta o altre scatolette di tonno. D’un tratto un’immagine ha attraversato i miei pensieri. E se ci fosse uno spostamento di massa? Se mi fossi ritrovata circondata dalla folla senza via di fuga? È in quel periodo che ho cominciato a informarmi sull’agorafobia, la paura di non poter scappare.

Cos’è l’agorafobia? Definizione, cause, sintomi e trattamenti
 Sommario

Agorafobia: la fuga impossibile

Definizione dell'agorafobia: non solo la paura della folla

Quando si pensa all’agorafobia si pensa immediatamente alla paura della folla. Più precisamente, si tratta della paura di non poter scappare facilmente da un posto o di non poter essere soccorsi. L’ansia e il panico sono accentuati fuori casa e facilitati da certe situazioni. Gli agorafobici per esempio hanno paura si ritrovarsi nella folla, in una fila d’attesa, nei trasporti pubblici, su un ponte, sull’autostrada ecc.

Insomma, tutti i posti in cui si ha l’impressione di essere bloccati, chiusi. Certi agorafobici sentono anche la paura crescere quando si trovano all’esterno ma in un grandissimo spazio vuoto. Hanno la sensazione di perdere i punti di riferimento. Ti assicuro che si tratta di una fobia molto invalidante, con pesanti conseguenze sulla vita di tutti i giorni. Effettivamente, se le situazioni di angoscia sono troppo frequenti, l’agorafobico tende a evitare diverse situazioni, fino a non uscire più di casa. Può avere difficoltà ad andare al lavoro, a fare la spesa, ad andare dal medico o anche a prendere la macchina.

Le cause: ansia e traumi

L’agorafobia può colpire persone di tutte le età anche se non manifesteranno tutte gli stessi sintomi, né le stesse paure. Questa fobia si sviluppa principalmente tra le persone ansiose di natura, già colpite da altre fobie, dalla depressione o dai DOC (disturbi ossessivo compulsivi). L’agorafobia appare anche in seguito a un trauma psichico (incidente, lutto, aggressione, disoccupazione ecc.). In Italia, dal 2 al 5% della popolazione soffre di questa fobia.

Nota bene: l’agorafobia non è la demofobia (la paura della folla).

Le manifestazioni dell’agorafobia: quali sono i sintomi?

Tra ansia che si accentua e crisi di angoscia: l’agorafobia si manifesta quindi in certe circostanze propizie alla paura, a seconda del paziente:

  • Senso di vertigine e malessere
  • Palpitazioni
  • Tachicardia
  • Dolore al torace o addominale come per una crisi cardiaca
  • Nausea o vomiti
  • Tremolii
  • Sensazione di difficoltà a respirare o soffocamento

Questi sintomi sono molto simili a quelli degli attacchi di panico. Anche se non rappresentano nessun pericolo reale per la salute o la vita della persona, quest’ultima ha comunque l’impressione di morire e teme sopra ogni cosa di svenire e che non si riesca a soccorrerla.

Come trattare l’agorafobia?

Se hai paura quando esci di casa, se ti spaventa la folla, le situazioni che ti “bloccano” o quelle in cui hai l’impressione di essere incastrata, non aspettare oltre per consultare un professionista. Potresti arrivare al punto da non riuscire a svolgere nemmeno le attività della vita di tutti i giorni!

Come curarsi e uscire dall’agorafobia?

Prima ti rivolgi a un professionista e più chance ci sono di riprendersi completamente. Spesso il consulto di uno psicoterapeuta e l’assunzione di medicinali (come gli ansiolitici) può aiutare a controllare le situazioni critiche e continuare a vivere sereni. I medicinali comunque sono sconsigliati poiché il paziente dovrebbe imparare a vincere la propria fobia senza il loro aiuto. Spesso si preferisce la TCC (terapia cognitivo-comportamentale) che presenta ottimi risultati sull’agorafobia con un’efficacia all’80%.

Esiste un trattamento naturale?

I trattamenti omeopatici non hanno dato grandi risultati nella cura dell’agorafobia. In ogni caso, possono essere d’aiuto in complemento a una terapia con uno psichiatra. Questa fobia tocca persone molto ansiose di natura, passare per l’ipnosi, la sofrologia, l’agopuntura, lo yoga e la meditazione è ottimale per rilassarsi e calmare l’ansia.


Il consiglio della redazione – agorafobia, covid e lockdown

La crisi sanitaria che abbiamo vissuto e viviamo tutt’ora (nonché i vari lockdown) hanno fatto scaturire in alcune persone nuove paure del mondo esterno. Quando è finito il lockdown, alcuni di noi hanno sofferto della sindrome della capanna. Per altri il male è stato più profondo: diffidenza verso gli altri, paura del contatto fisico, stress quando si esce, disagio in pubblico. Questo disturbo è senza dubbio passeggero e legato al contesto ma non esitare a parlarne con uno psicologo o uno psichiatra. Non si tratta sempre di agorafobia, meglio esprimere il disagio il prima possibile.


🤗 Capirsi, accettarsi, essere felici... Qui e ora! 
#BornToBeMe


Fonte: Agorafobia

Articolo suggerito da La Redazione Wengood

Gli articoli appena pubblicati

Il super-io, incontro con il nostro giudice interiore

Anche se non sei esperta di psicanalisi, se c’è un nome che tutti conoscono, è quello si Freud. Nel 1923, Freud pubblica L’Io e l’Es. Nella sua opera, definisce e sviluppa il concetto del super-io in parallelo all’Io e l’Es. Il super-io sarebbe la nostra coscienza morale. Approfondiamo l’argomento insieme.

Yoga e meditazione a servizio della depressione

Senza trattamento, più della metà delle persone che hanno subito un episodio depressivo, ne vivranno sicuramente un altro nel corso della loro vita. Ecco perché si tende subito a prescrivere antidepressivi. Ma cosa fare per i pazienti che non tollerano la terapia farmaceutica o che preferirebbero una soluzione più naturale? Lo yoga e la meditazione possono essere una soluzione.

Il complesso di superiorità o l’illusione della superiorità, cosa

Sembra che non le piaccia nessuno quanto le piace se stessa. Parla spesso di lei, e sempre con grandi complimenti, ti prende in giro, cerca di sovrastare gli altri, sembra disprezzare tutto e ha un forte problema di autostima. Benvenuta nel paradosso del complesso di superiorità, che nasconde nel 90% un complesso di inferiorità!

Lo scambismo, la pratica che infiamma…

Se ti dico “scambismo”, a cosa pensi? Incontri sordidi in discoteche in cui si accede solo se mascherati e in accappatoio? Nel mio caso la serie YOU mi ha permesso di vedere lo scambismo sotto un altro punto di vista (lato omicida a parte), e ne sono felice perché questa pratica coinvolge sempre di più le nuove generazioni, è molto più sexy di quanto pensassi e potrebbe anche aiutarti a riaccendere il desiderio! Pronta a scambiare?

Senso di ingiustizia, come nasce e come gestirlo?

La vita è ingiusta! Chi non ha mai avuto la sensazione di subire un’ingiustizia e non ha mai pensato che la vita sia difficile? Io sì! Mi piacerebbe che tutto andasse liscio come l’olio ma spesso rimango delusa. Diventa difficile gestire la frustrazione, la rabbia, l’impotenza e il senso di ingiustizia. Come superarli? Cosa significa avere sempre questo senso di ingiustizia e come sopportarlo?

Disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività, di cosa si tratta?

Difficoltà nel concentrarsi, di stare immobile o di controllare le proprie pulsioni. Ecco alcuni segni del disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività. Più comunemente noto come ADHD, se ne parla tanto per bambini e adolescenti, ma può toccare anche gli adulti. Le conseguenze di questo disturbo dell’attenzione si ritrovano nella vita quotidiana, sociale, familiare, scolastica o professionale. Ecco perché è importante sapere se ci tocca da vicino, a noi in prima persona o magari a nostro figlio.

Perché mi vedono come una bambina in famiglia? Sono stanca dell’infantilizzazione!

A breve faccio 32 anni ma in famiglia mi trattano tutti come una bambina. Mi infantilizzano criticando le mie scelte, dalle più importanti a quelle più futili… E come se non bastasse mi dicono cosa fare, senza che nessuno gli abbia chiesto niente. Mi considero ormai abbastanza grande per poter fare le mie scelte e comportarmi come meglio credo! Perché mi trattano così? Come uscire dal meccanismo di infantilizzazione dei genitori o, peggio, dei suoceri? Scopriamolo insieme.

Perché non riesco a fare un passo indietro?

Fare un passo indietro, relativizzare, lasciare la presa, tutte cose che ci farebbero bene ma che non sono sempre semplici. Il capo ti rimprovera, arrivi in ritardo all’asilo sotto lo sguardo rabbioso della direttrice, la casa è sommersa di cose da lavare ma il partner sembra non averci fatto caso. Basta, chiedo il divorzio! O forse… imparo a fare un passo indietro e farmi le domande giuste per prendere le decisioni giuste!

Sono triste, ed è una buona notizia! (Hai capito bene!)

“Sono triste”. È una frase che pronuncio a bassa voce, tutti i mesi. Suscettibilità, stanchezza, sensibilità o malinconia, in ogni caso è da un bel po’ che cerco di evitare questo senso di tristezza. Al contrario, la tristezza è un’ottima consigliera!

Dispnea: come affrontare l’affanno?

Ti è mai capitato di avere difficoltà a respirare? Affanno, respiro pesante, fiato corto, impossibilità di fare respiri profondi anche se non soffri d’asma o di altre patologie? Questi sono i tipici sintomi della dispnea, chiamata anche fame d’aria. Se si verificano dopo o durante uno sforzo fisico è del tutto normale, ma se succede senza alcun apparente pretesto, allora potrebbe nascondere una patologia più seria. Scopriamo cos’è la dispnea e come combatterla.

Wengood è anche musica...

Gaslighting: l'arte ignobile di manipolare la mente


"Non preoccuparti se gli altri non ti apprezzano. Preoccupati se tu non apprezzi te stesso."


Confucio


Come superare un tradimento? 5 passi fondamentali!